Il Castello dell’anima
Scheda dell'edizione — clic per aprire/chiudere

Questo teiHeader descrive il primo micro-commit (MC-1, Libro III, capp. I–V) dell'edizione critica digitale del Castello dell'anima di Teresa di San Geronimo (Anna La Longa), condotta sull'autografo unico — Palermo, Biblioteca Comunale, ms. 2 Qq E 29 — trattato come sola tradizione diretta. L'edizione adotta un modello leggero a tre layer su due livelli di trascrizione: (1) filologico-grafico, con struttura div/head/argument/p/pb/fw e trascrizione a due livelli, diplomatica ⇄ interpretativa, resa con <choice> (orig/reg, abbr/expan, sic/corr), più l'apparato genetico d'autrice; (2) mistico-dottrinale, con <term>/@ref agganciato al vocabolario controllato degli stati (taxonomy #stati-mistici); (3) intertestuale, con <cit>/<quote>/<bibl> e <ref>. Le varianti d'autrice sono rappresentate in apparato in situ (segmentazione parallela) con <app>/<lem>/<rdg> ordinati da @varSeq e non gerarchizzati, e con <del>/<add>/<subst> per la fenomenologia materiale (mano, luogo, tipo); i livelli-testimone sono Tb0–T4 più il testo critico costituito Tc (lemma, @resp="#editor"). L'unità testuale di riferimento è il paragrafo <p>, non <seg>. L'annotazione interpretativa multiassiale (seg/@ana, indice d'impatto, feature structures, standOff) non fa parte di questa edizione.

Opera
Castello dell’anima
Autrice
Teresa di San Geronimo Anna La Longa
Testimone
Autografo unico — Palermo, Casa Professa, ms. (1692–1703).
Pubblicazione
Luciano Longo, 2026-08-16 · Edizione digitale con annotazione semantica
Responsabilità
Modellazione e annotazione TEI — Luciano Longo
Licenza
La presente edizione TEI e la documentazione associata sono rilasciate con licenza Creative Commons BY 4.0: uso consentito con attribuzione, anche a fini commerciali.

Il progetto e il modello

Edizione critica digitale TEI P5 del Libro III del Castello dell'anima, incentrata sulla dimensione genetica (stratificazione scrittoria, correzioni, glosse prudenziali) e sul controllo dottrinale anti-quietista esercitato dall'autrice su un testo esposto al sospetto di quietismo. Il Libro III è rilasciato in otto micro-commit (MC-1…MC-8) secondo i principi FAIR: ogni MC è un'unità dottrinale e materiale coerente, validabile e citabile per sé.

Il modello è leggero, a tre layer su due livelli di trascrizione. Layer 1 (filologico-grafico): struttura <div> (book/preface/chapter)/<head>/<argument>/<p>/<pb>/<fw>; trascrizione diplomatico-conservativa a due livelli con <choice> (orig/reg, abbr/expan, sic/corr, con @resp/@cert sul livello editoriale); apparato genetico <app>/<lem> (wit="#txt-c")/<rdg> (@wit,@varSeq) con <del>/<add>/<subst> (@place,@hand,@resp,@type), <gap>/<supplied>/<unclear>. Layer 2 (mistico-dottrinale): <term>/@ref al vocabolario controllato degli stati (taxonomy #stati-mistici). Layer 3 (intertestuale): <cit>/<quote> (@xml:lang)/<bibl> e <ref>, con le fonti dichiarate in <listBibl type="fontes">.

Rappresentazione genetica: sette livelli-testimone (Tb0 stesura base; Tb1 ripensamenti immediati; T1–T2 riscritture e glosse correttive-attenuative; T3 glosse prudenziali tardive a inchiostro scuro; T4 interventi esterni; Tc testo critico costituito, lemma dell'edizione). Cinque mani scriventi (ink_1, ink_2 a inchiostro bruno; ink_3-dark a inchiostro scuro; pencil_1 a matita; ink_4-external esterna). L'unità testuale è il paragrafo <p>, numerato editorialmente quando necessario.

Confine del modello: nulla dell'annotazione interpretativa multiassiale (seg/@ana a otto assi, indice d'impatto, feature structures, standOff, figure/interp, rs, span/link) entra in questa edizione; tale sperimentazione interpretativa e computazionale, inclusa la componente IA, resta fuori dall'edizione critica.

Gate di accettazione per capitolo e micro-commit: XML ben formato e valido contro lo schema ODD di progetto (castello-anima-odd.rng), 0 errori; 0 puntatori pendenti (@wit/@hand/@resp/@ref/@target risolti a id dichiarati; term/@ref a categoria di #stati-mistici); testo trascritto immutato rispetto alla fonte, con ogni regolarizzazione reversibile via <choice>; varianti d'autrice ordinate da @varSeq e non gerarchizzate; cartulazione e conteggio dei paragrafi coerenti con la documentazione di struttura; commit atomico.

Criteri editoriali

Questo documento utilizza il sistema di codifica definito dalle linee guida della TEI P5. La trascrizione è diplomatico-conservativa, a due livelli (diplomatico ⇄ interpretativo): conserva grafie, fenomeni materiali, aggiunte, cancellature e abbreviazioni presenti nel manoscritto, con normalizzazione minima dichiarata tramite <orig>/<reg>, <abbr>/<expan>, <sic>/<corr>, <unclear>, <gap> e <supplied>.

L’apparato critico è rappresentato in situ secondo la metodologia della “parallel segmentation”, mediante <app>, <lem> e <rdg>, ed è dedicato a cancellature, sostituzioni, aggiunte interlineari e interventi d’autrice nei punti teologicamente sensibili. Le varianti sono classificate secondo le categorie: interlinear, margin, deleted, corrected, abbreviation, orthographic, lost.

La DTD e il modello adottato integrano i moduli TEI relativi a linking, analysis, transcrizione e critica del testo, in accordo con il tagset TEI P5.

La numerazione dei paragrafi non è presente nel manoscritto: quando introdotta, costituisce integrazione editoriale ed è resa tramite l’attributo @n su <p>.

  • Correzione — Le correzioni autoriali sono rappresentate tramite <del>, <add> e <subst>. Eventuali interventi editoriali sono dichiarati esplicitamente attraverso <corr> all’interno di <sic>, o documentati in note di chiarimento quando necessario.
  • Sillabazione — La sillabazione del testimone è mantenuta solo quando rilevante come fenomeno grafico. Non si introducono trattini aggiuntivi, né si modernizza la divisione delle parole.
  • Normalizzazione — Si è mantenuta la maiuscola originale di inizio capoverso e l’interpunzione è riprodotta fedelmente. Normalizzazioni grafiche sono applicate esclusivamente tramite <orig>/<reg> per favorire la leggibilità, senza modificare la struttura sintattica o stilistica dell’autografo.

Stati genetici dell'autografo — in grigio: dichiarati nel modello, non attestati in MC-1

Stati genetici dell'autografo (fenomeni materiali)

  • txt-b0 — Tb0, testo base
  • txt-b1non attestato in MC-1 — Tb1, interventi immediati
  • txt-1non attestato in MC-1 — T1, riscrittura su testo base
  • txt-2non attestato in MC-1 — T2, interventi correttivi-glossativi
  • txt-3non attestato in MC-1 — T3, interventi correttivi-glossativi successivi con medium diverso
  • txt-4non attestato in MC-1 — T4, interventi glossativi esterni

Livello editoriale (costituzione del testo)

  • txt-c — Tc, testo critico costituito dall'editore (lemma dell'edizione); non è uno stato materiale del manoscritto ma la lezione scelta come testo da leggere.

Mani — in grigio: dichiarate, non attestate in MC-1

  • ink_1 (brown-ink): La mano principale del manoscritto è quella autografa di Teresa di San Geronimo, eseguita con inchiostro bruno ormai parzialmente ossidato. La grafia, regolare ma semicolta, costituisce la stesura originaria del testo (Tb0), cui si affiancano interventi immediati e minimi ripensamenti (Tb1). L’andamento della scrittura è generalmente controllato nei primi due libri, con rigatura ben rispettata e poche variazioni di ductus.
  • ink_2 (brown-ink)non attestata in MC-1: Nel terzo libro è attestata una seconda fase di intervento, ancora autografa, realizzata a inchiostro. Tali aggiunte (T1, T2) consistono in glosse marginali, precisazioni dottrinali, chiarimenti su nodi mistici esposti al rischio di equivoco (unione, trasformazione, otio delle potenze, sicurtà), oltre a riscritture e ampliamenti di senso. La grafia risulta in questi casi più rapida, nervosa e meno posata rispetto alla stesura originaria, con un tratto visibilmente più marcato o discontinuo.
  • ink_3-dark (dark-ink): Una ulteriore tipologia di intervento autografo tardivo (T3) è riconoscibile in un inchiostro più scuro, spesso collocato nei margini o nelle righe bianche. Si tratta di aggiunte di natura prudenziale, volte ad attenuare, precisare o dichiarare l’ortodossia dei passaggi dottrinalmente più delicati. La grafia appare più compressa e talvolta affrettata, con cancellature e sovrascritture.
  • pencil_1 (pencil)non attestata in MC-1: Nella medesima fase correttivo-glossativa tardiva (T3) ricorre, accanto all’inchiostro scuro, un uso più frequente della matita, attribuibile alla stessa mano autografa. Si tratta di interventi correttivi o meditativi — richiami, segni di attenzione, brevi precisazioni — distinti dalle aggiunte a inchiostro per lo strumento scrittorio, non per la fase redazionale.
  • ink_4-external (ink)non attestata in MC-1: In alcune carte, soprattutto nel terzo libro, compaiono note marginali o foglietti intercalati attribuibili a mano non riconducibile con certezza a Teresa (interventi esterni). Tali annotazioni, seppure marginali, partecipano al processo di chiarificazione dottrinale e presentano un ductus più regolare e disteso, con differenze sensibili rispetto alla scrittura autografa.

Fonti dottrinali

  • Biblia Sacra Vulgata
  • Miguel de Molinos Guida spirituale 1675/1677 Modello strutturale e contenutistico
  • Teresa d’Ávila Castello interiore 1577 Metafora del castello rielaborata da Teresa di S. Geronimo

Bibliografia critica

  • R. Casapullo, Il Castello dell'anima di suor Teresa di San Geronimo, in Studi di lessicografia italiana, XXII (2004), 79–115.
  • R. Casapullo (a cura di), Il Castello dell'anima, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2015 (in collaborazione con L. Longo, Libro III; S. Mondino, Libro II; R. Sciovè, Libro I).
  • Romano Canosa, Sessualità e Inquisizione in Italia tra Seicento e Settecento, Roma, Sapere 2000, 1998.
  • R. Canosa, I. Colonnello, L'ultima eresia, Palermo, Sellerio, 1996.
  • M. Modica, «L'infetta dottrina». Misticismo e Quietismo nella seconda metà del Seicento, Catania, Università di Catania, Dipartimento di Scienze Umane, 2001.
  • E. Marchetti, Le prime traduzioni italiane delle opere di Teresa di Gesù nel quadro dell'impegno papale post-tridentino, Bologna, Lo Scarabeo, 2001.

Lingue

  • it: Italiano regionale siciliano (XVII secolo). Strato primario della redazione, caratterizzato da fenomeni fonetici come dittongamenti irregolari, metatesi vocaliche e caduta di vocali finali; morfologia con forme verbali sincopate, articoli e pronomi clitici in variazione e suffissi dialettali; lessico con presenza di sicilianismi, arabismi e prestiti dal latino ecclesiastico; sintassi con costruzioni con verbi in posizione finale, uso polivalente di "che" e ellissi del soggetto; grafia con oscillazioni nell'uso di "h", alternanza "si/sì" e uso di "j" per il suono /i/. Contesto sociolinguistico: Palermo, fine XVII secolo. Registro semicolto con influenze del siciliano volgare e del latino ecclesiastico.
  • lat: Latino liturgico e biblico (citazioni e formule dottrinali).

Persone ed enti citati

  • Anna La Longa — Affiliazione: Ordine del Carmelo. Direttore spirituale: Fra Celestino di San Nicolò.
  • Teresa di San Geronimo
  • Mano esterna
  • Teresa d’Ávila
  • Giovanni della Croce
  • Miguel de Molinos
  • Fra Celestino di San Nicolò
  • Luciano Longo
  • Quality Assurance
  • Biblioteca Comunale di Palermo
  • Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo (Carmelitani) — Fondato nel XII secolo da eremiti latini sul Monte Carmelo (Palestina), l’Ordine si diffuse in Europa nel 1238 dopo la migrazione forzata a causa delle crociate. I Carmelitani si dedicarono alla vita contemplativa, alla predicazione e alla promozione della devozione mariana, in particolare attraverso lo Scapolare e la diffusione del culto della Madonna del Carmelo. Nel 1562, Santa Teresa d’Ávila e San Giovanni della Croce riformarono l’Ordine, dando vita ai Carmelitani Scalzi (o "Teresi"), con un focus sulla vita contemplativa, la povertà e la clausura. La riformata Regola del Carmelo (1581) enfatizzava l’orazione mentale, la solitudine e la mortificazione, influenzando profondamente la spiritualità mistica europea, incluso il contesto siciliano di Teresa di San Geronimo.
  • Sant’Uffizio (Inquisizione Romana) — Ex Sant’Uffizio, responsabile dei processi per eresia e quietismo in Sicilia.

Storia redazionale

  • 2026-08-13 Riallineamento dei dati di MC-1 al modello leggero a 3 layer dell'edizione: sostituzione delle tassonomie analitiche con il vocabolario controllato degli stati mistici (taxonomy stati-mistici), integrazione del testimone costituito txt-c in listWit, rimozione del blocco indice-d'impatto, aggancio allo schema ODD di progetto (castello-anima-odd.rng).
  • 2026-08-11 Ristrutturazione del repository e allineamento della documentazione Markdown del micro-commit MC-1 (capp. I-V).
  • 2026-07-15 Separazione di teiHeader e testo in file distinti, uniti tramite XInclude, e validazione dell'edizione: jing contro lo schema ODD, guardie di forma NFC e di integrità dei puntatori.
  • 2026-06-12 Stesura dello schema ODD di progetto (castello-anima-odd) e compilazione in RELAX NG, ristretto al modello leggero (esclusione dell'annotazione interpretativa multiassiale e dello stand-off).
  • 2026-05-08 Aggancio del lessico mistico al vocabolario controllato degli stati (term/@ref alla taxonomy stati-mistici, layer 2) e codifica dell'intertesto (cit/quote/bibl e ref, layer 3).
  • 2026-04-10 Codifica dell'apparato genetico d'autrice (app/lem/rdg con @varSeq; del/add/subst con @place, @hand, @resp) e dei guasti materiali (gap/supplied/unclear).
  • 2026-03-06 Trascrizione diplomatico-conservativa a due livelli dei capp. I-V (choice: orig/reg, abbr/expan, sic/corr), con struttura div/head/argument/p e cartulazione (pb 158r-168r, fw).
  • 2026-02-05 Completamento del teiHeader leggero: dichiarazione dei sette testimoni (listWit, incluso il costituito txt-c), delle cinque mani (handDesc), del vocabolario controllato dei diciassette stati mistici (taxonomy stati-mistici) e della tassonomia di lavoro fase; listBibl delle fonti.
  • 2026-01-14 Definizione dei criteri ecdotici (trascrizione diplomatico-conservativa a due livelli, apparato genetico) e impostazione del teiHeader sull'autografo unico, Palermo, Biblioteca Comunale, ms. 2 Qq E 29.
  • 2026-01-10 Avvio del progetto di edizione critica digitale del Libro III del Castello dell'anima.

Il Castello dell’anima

Libro terzo, per l’anime perfette. Edizione critica digitale — micro-commit MC-1 (capp. I–V)

Teresa di San Geronimo (Anna La Longa)

Diplomatico (ms.)
Interpretativo

Libro terzo Del castello dell'anima per l'anime perfette, nel quale si tratta dell'unione che ponno arrivare queste anime con Dio anche in questa vita.

158rLibro terzo. Iesus Maria IosephI.M.I.

Proemio

Incomincio mio Dio, come sapetesapere, questo terzo ed ultimo libro per santaSanta obedienza, e per narrar l'opere nostrel'opera nostra, questa sì miserabile creaturaCreatura, e se nel secondo1 libro domandavodomandano aà voinoi mio Dio il vostronostro santoSanto agiuto, più vi soplico adesso aà darmi la vostra infinita sapienza, poichépoiche havendo ioIo da trattare di materia più alta di che trattavotrattano nel trascorso libro, mi vedo perciòper ciò più bisognosa2 della vostra sapienza, senza la qualequale mi confessoConfesso al tutto inabile, ed indegna per manegiar la penna, la quale la prendo tutta fidata in voi mio Dio.
Incomincio mio Dio, come sapetesapere, questo terzo ed ultimo libro per santaSanta obedienza, e per narrar l'opere nostrel'opera nostra, questa sì miserabile creaturaCreatura, e se nel secondo1 libro domandavodomandano aà voinoi mio Dio il vostronostro santoSanto agiuto, più vi soplico adesso aà darmi la vostra infinita sapienza, poichépoiche havendo ioIo da trattare di materia più alta di che trattavotrattano nel trascorso libro, mi vedo perciòper ciò più bisognosa2 della vostra sapienza, senza la qualequale mi confessoConfesso al tutto inabile, ed indegna per manegiar la penna, la quale la prendo tutta fidata in voi mio Dio.
Anche padre mi protesto, che se dirò qualche cosa che contradichicontra di chi la santaSanta fede, non sarà per mia malitiamalitia, ma per ignoranzaIgnoranza, e cossì quanto dirò non intendo contradire quel che dicedice la nostra santaSanta Chiesa Catolica Romana, confessandomiConfessandomi sua figlia, e seguace, tutto che indegnaIndegna.
Anche padre mi protesto, che se dirò qualche cosa che contradichicontra di chi la santaSanta fede, non sarà per mia malitiamalitia, ma per ignoranzaIgnoranza, e cossì quanto dirò non intendo contradire quel che dicedice la nostra santaSanta Chiesa Catolica Romana, confessandomiConfessandomi sua figlia, e seguace, tutto che indegnaIndegna.

Capitolo primo

Quando più un'anima è ragionata di croceCroce, e travagli altritantoaltri tanto è più sicuro lo stato suo, e tanto più potrà starsine molto sicura, quandoquando prima d'arrivare all'altezza del monteMonte Olimpo, ha passata per duri croccivoliCroccivoli, essendo che è cosa molto certa, che s'arriva aà godere*158vgodere la vera pace, se prima non si passa per lunga guerra; e perciòperciò non vi sia anima, che rinunciirinuncij la croceCroce, essendo che ella è la scala sicura, che fa salir l'anima al regnoad regno del Cielo.
Quando più un'anima è ragionata di croceCroce, e travagli altritantoaltri tanto è più sicuro lo stato suo, e tanto più potrà starsine molto sicura, quandoquando prima d'arrivare all'altezza del monteMonte Olimpo, ha passata per duri croccivoliCroccivoli, essendo che è cosa molto certa, che s'arriva aà godere*158vgodere la vera pace, se prima non si passa per lunga guerra; e perciòperciò non vi sia anima, che rinunciirinuncij la croceCroce, essendo che ella è la scala sicura, che fa salir l'anima al regnoad regno del Cielo.
Dico dunquedunq, che la dettadetta notte, che trattammo nel fine del secondo libro, lascia l'anima ben disposta per ricevere la divinaDivina luce, ed unirsied'unirsi con l'amato suo, talmentetalmente, che se prova investendo l'anima la luce divinaDivina, e non essendo ella disposta per riceverla, vi pativa grandemente, come anche, che non la investiva per farla godere, ma per purificarla, e farla aspramenteaspramente patire, si come nel secondosuo trattato dissimo.
Dico dunquedunq, che la dettadetta notte, che trattammo nel fine del secondo libro, lascia l'anima ben disposta per ricevere la divinaDivina luce, ed unirsied'unirsi con l'amato suo, talmentetalmente, che se prova investendo l'anima la luce divinaDivina, e non essendo ella disposta per riceverla, vi pativa grandemente, come anche, che non la investiva per farla godere, ma per purificarla, e farla aspramenteaspramente patire, si come nel secondosuo trattato dissimo.
Adesso, come, che l'anima è dispostadisposta, e passata per quella sì dura purga, e tolta ogni macchia, che prima teneva, non gli dà più ne Diodio la luce divinaDivina, anzi la consola, e la rischiara come sole.
Adesso, come, che l'anima è dispostadisposta, e passata per quella sì dura purga, e tolta ogni macchia, che prima teneva, non gli dà più ne Diodio la luce divinaDivina, anzi la consola, e la rischiara come sole.
Al passaggio deide' i travagli va l'anima di nuovo acquistando la pace, che prima persa havea, e vedesi cessar lela pioggie delle3 sue amarezze, e comparir nella sua terra, in segno di sicurtà, l'Arca di Noè, vede più, e più aprer le porte, che prima stavanostavano per lei serrate, e senza speranza d'aprirsi; e tutti questi, ed altried'altri segnisegni, che tutti annunciano la primavera ventura che verrà nell'anima, sì come doppo dirò.
Al passaggio deide' i travagli va l'anima di nuovo acquistando la pace, che prima persa havea, e vedesi cessar lela pioggie delle3 sue amarezze, e comparir nella sua terra, in segno di sicurtà, l'Arca di Noè, vede più, e più aprer le porte, che prima stavanostavano per lei serrate, e senza speranza d'aprirsi; e tutti questi, ed altried'altri segnisegni, che tutti annunciano la primavera ventura che verrà nell'anima, sì come doppo dirò.
Resta l'anima tutta astinuata del patire, e'e travaglitravagli passati. Qui per farmi ad intendiread'intendire vorrei spiegarmi con una comperationeComperatione, perPer esempio.
Resta l'anima tutta astinuata del patire, e'e travaglitravagli passati. Qui per farmi ad intendiread'intendire vorrei spiegarmi con una comperationeComperatione, perPer esempio.
Vi fosse una statua, che esposta molti tempi al calor del sole, remanesse molto astinuata e secca, e perciòper ciò sarebbe moltomolto leggiera. CossìCossi aà punto è quiquì l'anima, che stinuata, eded' esposta al calor della divinaDivina luce, restò molto leggiera, e questa intendo dire, per la mancanzamancanza di tutte le macchie, e passioni, che vede dentro di sé: e per quanto consomò, e disfece quella divinaDivina contemplationeContemplatione, la lasciò ben capace di poter unirsi con lo sposo suo.
Vi fosse una statua, che esposta molti tempi al calor del sole, remanesse molto astinuata e secca, e perciòper ciò sarebbe moltomolto leggiera. CossìCossi aà punto è quiquì l'anima, che stinuata, eded' esposta al calor della divinaDivina luce, restò molto leggiera, e questa intendo dire, per la mancanzamancanza di tutte le macchie, e passioni, che vede dentro di sé: e per quanto consomò, e disfece quella divinaDivina contemplationeContemplatione, la lasciò ben capace di poter unirsi con lo sposo suo.
Sta per qualche tempo l'anima senza che ne patisse come prima, ne gode, come poi cresciuta l'unione goderà, e sta attonita al guardare i travagli passati. E quiquì per aà punto come chi doppo un lungo viaggio, se ne stasse un puoco aà vedere, e4 senza*159rsenza più travagliare. Hor cossì è quiquì l'anima, che doppo quei travagli, e fatiche reposa, ma però neine'i principiiprincipij non tanto gode, non havendo per ancoraancora pigliato lo sposo in lei totalmente posesso, oò perchéper che ancora non gli piacepiace di scoprirsi come poi farà: e però l'anima non patisce più.
Sta per qualche tempo l'anima senza che ne patisse come prima, ne gode, come poi cresciuta l'unione goderà, e sta attonita al guardare i travagli passati. E quiquì per aà punto come chi doppo un lungo viaggio, se ne stasse un puoco aà vedere, e4 senza*159rsenza più travagliare. Hor cossì è quiquì l'anima, che doppo quei travagli, e fatiche reposa, ma però neine'i principiiprincipij non tanto gode, non havendo per ancoraancora pigliato lo sposo in lei totalmente posesso, oò perchéper che ancora non gli piacepiace di scoprirsi come poi farà: e però l'anima non patisce più.
M'accorgio ioIo peròpe che incomincia l'anima aà perdire qualunquequalunq desiderio, e non dico del mondomondo, ch'è cosa certa, che prima d'arrivare aà questo stato, cioè quando era nello sposalitio, ne meno desiderava cosa alcuna di questa vita, anzi moltomolto l'abborriva, intendo dunquedunq dire, che non desidera più gusti di spirito comecome prima; da qui se vede la grandissima dispositione, che lasciò in lei la purga passata, e come purgò la potenza del concopiscibileConcopiscibile, già che non è più atta per desiderare, come prima, che mai cessava di desiderare, e non solamente gusti di spirito, ma anche desiderava d'andar innanzi alla perfettione, qui però cessa ogni qualunquequalunq desiderio: e questo non è, per quantoquanto m'accorgio, per la totale posessione, che intenda di Dio, poichépoiche, come dissidissì sopra, non conosce questo per ancora; solamente in questi principiiprincipij s'alienanos'alienano i sensi al conoscere, e perde la capacetà per desiderare, però non totalmentetotalmente, come quando sarà arrivata all'unione perfetta; solo dico, che ciò che ho detto è un bel segno d'unione, cioè principiiprincipij.
M'accorgio ioIo peròpe che incomincia l'anima aà perdire qualunquequalunq desiderio, e non dico del mondomondo, ch'è cosa certa, che prima d'arrivare aà questo stato, cioè quando era nello sposalitio, ne meno desiderava cosa alcuna di questa vita, anzi moltomolto l'abborriva, intendo dunquedunq dire, che non desidera più gusti di spirito comecome prima; da qui se vede la grandissima dispositione, che lasciò in lei la purga passata, e come purgò la potenza del concopiscibileConcopiscibile, già che non è più atta per desiderare, come prima, che mai cessava di desiderare, e non solamente gusti di spirito, ma anche desiderava d'andar innanzi alla perfettione, qui però cessa ogni qualunquequalunq desiderio: e questo non è, per quantoquanto m'accorgio, per la totale posessione, che intenda di Dio, poichépoiche, come dissidissì sopra, non conosce questo per ancora; solamente in questi principiiprincipij s'alienanos'alienano i sensi al conoscere, e perde la capacetà per desiderare, però non totalmentetotalmente, come quando sarà arrivata all'unione perfetta; solo dico, che ciò che ho detto è un bel segno d'unione, cioè principiiprincipij.
Per quanto habbiamo dettodetto sopra, non è svelato per l'anima per ancora il giorno chiaro dell'unioneunione, in quanto, che non vede ancora lo stato suo; e però scuoprìscuopri5 in lei un gran crescemento senza saper ciò che sia; intende una satietà nel fondofondo suo, e questa mi credo, sia la presenza dell'amato, sì che intende più, e più farsi grande senza sapere il come sia.
Per quanto habbiamo dettodetto sopra, non è svelato per l'anima per ancora il giorno chiaro dell'unioneunione, in quanto, che non vede ancora lo stato suo; e però scuoprìscuopri5 in lei un gran crescemento senza saper ciò che sia; intende una satietà nel fondofondo suo, e questa mi credo, sia la presenza dell'amato, sì che intende più, e più farsi grande senza sapere il come sia.
Vede anche, che fuggita quella mort[e] di prima, incomincia aà nascere in lei una nuova vita, però non totaletotale come poi sarà. Cresce col tempo poi una grandissima quiete nell'anima, poichépoiche cessata la potenza del concopiscibileConcopiscibile, che mai la lasciava quieta di desiderio, cessa ancora in lei ogni qualunquequalunq passioni: non è pero in questoquesto stato di continuo il godimento, come poi sarà, quando crescerà l'unione. Tutti questi detti, sono segni, e principiiprincipij d'unione, adesso è di bene passare al seguente capitolo per trattare di questa unione.Cap.*
Vede anche, che fuggita quella mort[e] di prima, incomincia aà nascere in lei una nuova vita, però non totaletotale come poi sarà. Cresce col tempo poi una grandissima quiete nell'anima, poichépoiche cessata la potenza del concopiscibileConcopiscibile, che mai la lasciava quieta di desiderio, cessa ancora in lei ogni qualunquequalunq passioni: non è pero in questoquesto stato di continuo il godimento, come poi sarà, quando crescerà l'unione. Tutti questi detti, sono segni, e principiiprincipij d'unione, adesso è di bene passare al seguente capitolo per trattare di questa unione.Cap.*

Capitolo secondo

E per essere il nome di questo stato di silentio sarebbe padre assai meglio trattarne in silentio, che pretendire dirne qualche cosa; oò pure per l'obedienza, che Vostra ReverenzaV. R. mi dà di scrivere tal cose, vuole lo Spiritospirito. Santo regermi la penna, altrimenti non posso con la mia rozza6 penna trattarne. E perciòper ciò prego la bontàBontà vostraVostra mio Dio, aà poter fare compitamente l'obedienza, ch'è tanto grata alla MaestàMaesta vostra.
E per essere il nome di questo stato di silentio sarebbe padre assai meglio trattarne in silentio, che pretendire dirne qualche cosa; oò pure per l'obedienza, che Vostra ReverenzaV. R. mi dà di scrivere tal cose, vuole lo Spiritospirito. Santo regermi la penna, altrimenti non posso con la mia rozza6 penna trattarne. E perciòper ciò prego la bontàBontà vostraVostra mio Dio, aà poter fare compitamente l'obedienza, ch'è tanto grata alla MaestàMaesta vostra.
Dico dunquedunq, che in questo stato cessano le potenze, e sensi, e non intendo dire come prima, che ne meno operavano, poichépoiche il suo operare era in modo di ricevere l'altra contemplationeContemplatione infusa, e cossì ricevevano, ed in questo modo operavano: quiquì però non è cossì, ma di quanto l'anima riceve non più, aà mio parere, per mezzo delle potenze, e deide'i sensi, ma tutto nasce dal centrocerto, e fondo dell'anima, poichépoiche in questo stato demora Dio nel fondo dell'anima, e col tempo s'anderà più internando, sì come poi si dirà.
Dico dunquedunq, che in questo stato cessano le potenze, e sensi, e non intendo dire come prima, che ne meno operavano, poichépoiche il suo operare era in modo di ricevere l'altra contemplationeContemplatione infusa, e cossì ricevevano, ed in questo modo operavano: quiquì però non è cossì, ma di quanto l'anima riceve non più, aà mio parere, per mezzo delle potenze, e deide'i sensi, ma tutto nasce dal centrocerto, e fondo dell'anima, poichépoiche in questo stato demora Dio nel fondo dell'anima, e col tempo s'anderà più internando, sì come poi si dirà.
Hor come dico con le potenze voglio spiegarmi con una comperationeComperatione, non so s'è aà proposito padre mio. Chiama la nostra Santa Madre Teresa la contemplationeContemplatione, la comperacompara dissi, alla pioggia7 che cade dal cieloCielo, e senza fatica alcuna dell'anima, come infatti è, ed habbiamoed'habbiamo detto nel secondo libro: però non è cossì in questo stato; la comperationeComperatione è questa: viVi fosse un giardino, che senza fatica alcuna del giardiniero, fosse adacquatoad acquato con la copiosa pioggia, che senza suo travaglio viene dal cieloCielo; hor voglio quiquì dire, che tutto senza suo travaglio intende però lo strepito della pioggia8, e vede in che modo vengano aà crescere i frutti, e fiori9 di quel giardino. Cossì è l'anima contemplativaContemplativa, cioè mentre stastà ricevendo l'acqua di quella gratia e contemplationeContemplatione infusa, intende lo strepito della pioggia, e questo nell'intelletto, ch'è la notitia confusaConfusa di Dio*, viene questa pioggia ed adacquarad'acquar10 l'anima, ma ella tutto che non fatica*160rfatica, intende però lo strepito di quella pioggia, e questa è la contemplationeContemplatione infusa.
Hor come dico con le potenze voglio spiegarmi con una comperationeComperatione, non so s'è aà proposito padre mio. Chiama la nostra Santa Madre Teresa la contemplationeContemplatione, la comperacompara dissi, alla pioggia7 che cade dal cieloCielo, e senza fatica alcuna dell'anima, come infatti è, ed habbiamoed'habbiamo detto nel secondo libro: però non è cossì in questo stato; la comperationeComperatione è questa: viVi fosse un giardino, che senza fatica alcuna del giardiniero, fosse adacquatoad acquato con la copiosa pioggia, che senza suo travaglio viene dal cieloCielo; hor voglio quiquì dire, che tutto senza suo travaglio intende però lo strepito della pioggia8, e vede in che modo vengano aà crescere i frutti, e fiori9 di quel giardino. Cossì è l'anima contemplativaContemplativa, cioè mentre stastà ricevendo l'acqua di quella gratia e contemplationeContemplatione infusa, intende lo strepito della pioggia, e questo nell'intelletto, ch'è la notitia confusaConfusa di Dio*, viene questa pioggia ed adacquarad'acquar10 l'anima, ma ella tutto che non fatica*160rfatica, intende però lo strepito di quella pioggia, e questa è la contemplationeContemplatione infusa.
Andiamo di nuovo alla comperationeComperatione. E dico, che vieneviene lo giardino aà fruttare11, anzi meglio di prima, ma senza, che il giardiniero veda pioggia, oò intenda strepito, ma con più quiete, e senza sapere il come, viene meglio di prima adacquato; hor questa non sarebbe più cosa perfetta di prima? Certo padre. Cossì aà punto è l'anima della quale stamo noi adesso trattando, ch'è questo stato di silentio, senza, che intenda più strepito d'intelletto, e veda l'acqua di donde viene, se vede di bel modo nascere l'acqua nel fondo suo, e senza sapere il come.
Andiamo di nuovo alla comperationeComperatione. E dico, che vieneviene lo giardino aà fruttare11, anzi meglio di prima, ma senza, che il giardiniero veda pioggia, oò intenda strepito, ma con più quiete, e senza sapere il come, viene meglio di prima adacquato; hor questa non sarebbe più cosa perfetta di prima? Certo padre. Cossì aà punto è l'anima della quale stamo noi adesso trattando, ch'è questo stato di silentio, senza, che intenda più strepito d'intelletto, e veda l'acqua di donde viene, se vede di bel modo nascere l'acqua nel fondo suo, e senza sapere il come.
Tutto ciò è padre, che lo sposo già demora nell'anima, e va più, e più internadosiinterna dosi in lei. Demora Dio nell'anima aà questi tempi nel fondo suo talmentetalmete, che l'anima lo sente godendo incon gustoso raccoglimento, e dolce quiete, e senza più operation[e] di sensi, oò vero sospensione di potenze, non havendo più, che fare nell'anima e godendo di questa quiete nel centro suo, non v'è cosa, che la possi inquietare, poichépoiche principiando in lei l'unione, muta stato, onde se prima le persone di questo mondo gli potevano in qualche parte toglire la quiete in questo stato però non ponno più inquietarla, ma sempre se ne gode della sua quiete.
Tutto ciò è padre, che lo sposo già demora nell'anima, e va più, e più internadosiinterna dosi in lei. Demora Dio nell'anima aà questi tempi nel fondo suo talmentetalmete, che l'anima lo sente godendo incon gustoso raccoglimento, e dolce quiete, e senza più operation[e] di sensi, oò vero sospensione di potenze, non havendo più, che fare nell'anima e godendo di questa quiete nel centro suo, non v'è cosa, che la possi inquietare, poichépoiche principiando in lei l'unione, muta stato, onde se prima le persone di questo mondo gli potevano in qualche parte toglire la quiete in questo stato però non ponno più inquietarla, ma sempre se ne gode della sua quiete.
A questi tempi non ha più l'anima come prima l'hore attoale di raccoglimento: vogliovogli quiquì dire, che prima quando riceveva gratie erano sospese le potenze, alienati i sensi, talmente, che non poteva parlare, ne far moto alcuno, se non vuoleva perdire la sua quiete, e talvolta tutto che havesse vuoluto, non haverebbe potuto12, poichépoiche veniva fortemente alienata deide'i sensi, e quanto ella teneva.
A questi tempi non ha più l'anima come prima l'hore attoale di raccoglimento: vogliovogli quiquì dire, che prima quando riceveva gratie erano sospese le potenze, alienati i sensi, talmente, che non poteva parlare, ne far moto alcuno, se non vuoleva perdire la sua quiete, e talvolta tutto che havesse vuoluto, non haverebbe potuto12, poichépoiche veniva fortemente alienata deide'i sensi, e quanto ella teneva.
Poteva anche il Demonio aà qualche tempo inquietarla, servendosi per istromento delli medesimi sensi; gli poteva qualche poco inquietar la pace (qui intendo parlare di quando era in stato di sposalitio) per mezzo di qualche specie communicata alli sensi, e fantasia, che tutto vuol dire una cosa.
Poteva anche il Demonio aà qualche tempo inquietarla, servendosi per istromento delli medesimi sensi; gli poteva qualche poco inquietar la pace (qui intendo parlare di quando era in stato di sposalitio) per mezzo di qualche specie communicata alli sensi, e fantasia, che tutto vuol dire una cosa.
In questo tempo però non è cossì, poichépoiche può l'anima godere, eè nell'attoale (cioè all'hore dell'oratione particolare) eè nell'habituale, poichépoiche tutto è un tempo per lei, ⟨…⟩ per quel che s'è detto sopra*160vsopra.
In questo tempo però non è cossì, poichépoiche può l'anima godere, eè nell'attoale (cioè all'hore dell'oratione particolare) eè nell'habituale, poichépoiche tutto è un tempo per lei, ⟨…⟩ per quel che s'è detto sopra*160vsopra.
Hor soppostosopposta ciò che s'è detto, viene l'anima aà godere la sua pace, senza, che niuno la possi inquietare come prima.
Hor soppostosopposta ciò che s'è detto, viene l'anima aà godere la sua pace, senza, che niuno la possi inquietare come prima.
A questi13 tempi 14Dio nell'anima è molto di vicino, e gli parla d'un linguaggio tanto oscuro, ch'è necessario dirsi in silentio, già che è cosa impossibile poter noi percepire questo parlare, che fa Dio all'hora con l'anima; solamente padre posso dire, che v'è una grandissima notitia di Dio, e una gran sapienza nell'anima, poichépoiche parla Dio: quando è cossì intende l'anima in se stesa in silentio grandissim, e qualunquequalunq romori del mondo, non può levarcelo. Vede l'anima, che quel tratto di Dio gli dà fortezza grande, e pace interiore; intendisi nel suo interno, comecome se fosse tutta inbalsamatain balsamata, ed certa d'odorosissimi inguenti, senza saper dir ciò che fosse, ma ben vede, che nasce di chi habita in lei, che gl'incomincia aà dar sapore di vita eterna, ma non sa dirlo.
A questi13 tempi 14Dio nell'anima è molto di vicino, e gli parla d'un linguaggio tanto oscuro, ch'è necessario dirsi in silentio, già che è cosa impossibile poter noi percepire questo parlare, che fa Dio all'hora con l'anima; solamente padre posso dire, che v'è una grandissima notitia di Dio, e una gran sapienza nell'anima, poichépoiche parla Dio: quando è cossì intende l'anima in se stesa in silentio grandissim, e qualunquequalunq romori del mondo, non può levarcelo. Vede l'anima, che quel tratto di Dio gli dà fortezza grande, e pace interiore; intendisi nel suo interno, comecome se fosse tutta inbalsamatain balsamata, ed certa d'odorosissimi inguenti, senza saper dir ciò che fosse, ma ben vede, che nasce di chi habita in lei, che gl'incomincia aà dar sapore di vita eterna, ma non sa dirlo.
A mio parere sono questequeste tutte dispositione del divinoDivino matrimonio, che farà Dio con l'anima, e queste unsione sono più assai fine, di quanto l'andava unguendo per lo sposalitio, giàgia che l'opera che se deve fare è senza comperatione più perfetta, e perciòper ciò ci vogliono unguenti più pretiosi, per disponire la sposa, per celebrare il divinoDivino matrimonio sì come in questo libro si dirà con l'agiuto di Dio.
A mio parere sono questequeste tutte dispositione del divinoDivino matrimonio, che farà Dio con l'anima, e queste unsione sono più assai fine, di quanto l'andava unguendo per lo sposalitio, giàgia che l'opera che se deve fare è senza comperatione più perfetta, e perciòper ciò ci vogliono unguenti più pretiosi, per disponire la sposa, per celebrare il divinoDivino matrimonio sì come in questo libro si dirà con l'agiuto di Dio.
Incomincia giàgia l'anima aà provar ciò che vi è nel fondo del castelloCastello, ch'è il centro suo con l'amato ed è in questo modo; essendo l'anima libera, e sciolta deide'i sensi, e potenze, (cioè che possanopassano impedirla) e passione ed avvicinandosi nel fondo suo, non è altro, che internarsi nel centro del castelloCastello di cui dissimo, che l'anima (cioè lo dissimo al principio del primoprimo libro) ⟨…⟩darsi che fa all'oratione, non fa altro, che dar principio ad [u]n forte castelloCastello, ch'è l'oratione, nel quale si possa difendire deide'i pericoli, e tempeste del fiero marMar di questo mondo; hor non tutte l'anime, che danno principio aà questo castelloCastello, chiama Dio, e premia per lo fondo di esso, poichépoiche, si come colà dissimo, non è altro questo fondo, che chiamar l'animaanima per la contemplationeContemplatione, ed ed'unione, che puoche anime v'arrivano, essendo che molte se ne restano nella sopraficie di dettod castelloCastello, non*161rnon mai provano queste la dolce quiete del fondo, e centrocerto di questo castelloCastello, ma se ne stanno nellanela sopraficie combattendo sempre, cioè con la proprie passioni, e queste sono l'anime meditative.
Incomincia giàgia l'anima aà provar ciò che vi è nel fondo del castelloCastello, ch'è il centro suo con l'amato ed è in questo modo; essendo l'anima libera, e sciolta deide'i sensi, e potenze, (cioè che possanopassano impedirla) e passione ed avvicinandosi nel fondo suo, non è altro, che internarsi nel centro del castelloCastello di cui dissimo, che l'anima (cioè lo dissimo al principio del primoprimo libro) ⟨…⟩darsi che fa all'oratione, non fa altro, che dar principio ad [u]n forte castelloCastello, ch'è l'oratione, nel quale si possa difendire deide'i pericoli, e tempeste del fiero marMar di questo mondo; hor non tutte l'anime, che danno principio aà questo castelloCastello, chiama Dio, e premia per lo fondo di esso, poichépoiche, si come colà dissimo, non è altro questo fondo, che chiamar l'animaanima per la contemplationeContemplatione, ed ed'unione, che puoche anime v'arrivano, essendo che molte se ne restano nella sopraficie di dettod castelloCastello, non*161rnon mai provano queste la dolce quiete del fondo, e centrocerto di questo castelloCastello, ma se ne stanno nellanela sopraficie combattendo sempre, cioè con la proprie passioni, e queste sono l'anime meditative.
Hor quella animeanima, che Dio premia per la contemplationeContemplatione fa, che se ne passino dalla sopraficie del dettod castelloCastello al fondo, e ciò per non combattire più con proprie passioni, e sensi, ma per goder la dolce, e saporita quiete, poichépoche entrando nel fondo del castelloCastello il castellanoCastellano èe cosa certa, che si nasconde daida'i tomolti, e rumori del castelloCastello, se nasconde deide'i colpi, quando v'è guerra, se nasconde deide'ì fi[s]chi deide' i soldati, e gridi di qualunquequalunq persona, e tutto perchéper che si ritira aà parte sotterranea, e molto secreta. Hor cossì aà punto èe quiquì illil castellanoCastellano celesteCeleste, quando si compiace chiamar l'anima per la contemplationeContemplatione, non è altro all'hora, che incaminarla per il centro, e fondo del castelloCastello, ch'è il fondo dell'anima, dove poi in questo stato d'unione, di cui incominciamo aà trattaretrattar fa, che s'interni in questo castelloCastello insieme con luilei, e ciò per goder la dolce quiete; che può godere un'anima unita con Dio, non v'è lingua humana che possa padre spiegarlo, ne meno intelletto p[e]r acuto che sia, che possa perciperlo. Ciò che dicevo, questo internarsi l'animaanima nel fondo detto del castelloCastello, ed uscir deide'i tomoltimolti, e gridi deide'i soldatisoldati, non è altro, che esser già libera, e sciolta delle proprie15 passioni, e sensi, e cossì, gode di Dio aà suo gusto nel fondo suo, e di ciò si tratterà più diffusamentediffusamente nel matrimonio spirituale, dove diremo della cellaCella secreta, che tienetiene l'anima in se stessa.
Hor quella animeanima, che Dio premia per la contemplationeContemplatione fa, che se ne passino dalla sopraficie del dettod castelloCastello al fondo, e ciò per non combattire più con proprie passioni, e sensi, ma per goder la dolce, e saporita quiete, poichépoche entrando nel fondo del castelloCastello il castellanoCastellano èe cosa certa, che si nasconde daida'i tomolti, e rumori del castelloCastello, se nasconde deide'i colpi, quando v'è guerra, se nasconde deide'ì fi[s]chi deide' i soldati, e gridi di qualunquequalunq persona, e tutto perchéper che si ritira aà parte sotterranea, e molto secreta. Hor cossì aà punto èe quiquì illil castellanoCastellano celesteCeleste, quando si compiace chiamar l'anima per la contemplationeContemplatione, non è altro all'hora, che incaminarla per il centro, e fondo del castelloCastello, ch'è il fondo dell'anima, dove poi in questo stato d'unione, di cui incominciamo aà trattaretrattar fa, che s'interni in questo castelloCastello insieme con luilei, e ciò per goder la dolce quiete; che può godere un'anima unita con Dio, non v'è lingua humana che possa padre spiegarlo, ne meno intelletto p[e]r acuto che sia, che possa perciperlo. Ciò che dicevo, questo internarsi l'animaanima nel fondo detto del castelloCastello, ed uscir deide'i tomoltimolti, e gridi deide'i soldatisoldati, non è altro, che esser già libera, e sciolta delle proprie15 passioni, e sensi, e cossì, gode di Dio aà suo gusto nel fondo suo, e di ciò si tratterà più diffusamentediffusamente nel matrimonio spirituale, dove diremo della cellaCella secreta, che tienetiene l'anima in se stessa.
Hor sopposto ciò che s'è detto viene l'anima aà goder pace di vita eterna, già che quanto prima pativa tutto era per mezzo di quanto sopra s'è detto, cioècioe sensi, passioni, ed altre cose simili, oltre che ancheanche era esposta alli treire nemici del mondo, cioè mondo, carne, e Demonio, e della sicurtà, e pace, che gode circa questi nemici tratteremo doppo con il divinoDivino agiuto, poichépoiche quanto più l'anima aà questi tempi passa di grado in grado non è altro, che nascondersi più, e più delli soi nemici ed unirsi più con Dio, e come conseguentemente goder più perfetta pace.
Hor sopposto ciò che s'è detto viene l'anima aà goder pace di vita eterna, già che quanto prima pativa tutto era per mezzo di quanto sopra s'è detto, cioècioe sensi, passioni, ed altre cose simili, oltre che ancheanche era esposta alli treire nemici del mondo, cioè mondo, carne, e Demonio, e della sicurtà, e pace, che gode circa questi nemici tratteremo doppo con il divinoDivino agiuto, poichépoiche quanto più l'anima aà questi tempi passa di grado in grado non è altro, che nascondersi più, e più delli soi nemici ed unirsi più con Dio, e come conseguentemente goder più perfetta pace.
In questo stato di cui stamo trattando, ch'è di silentio, gode tanto l'anima, che gli viene certa voglia di non trattar con persona alcuna, poichépoiche non fa altro Dio all'hora, che communicarsi tutto se stesso per tutta l'anima, e ciò non per mezzo più di creatureCreature, oò d'16AngioliAngiolo, oò d'altra cosa creataCreata, come forse161vforse prima sortiva, ma solamente per mezzo suo, mentre in questo tempotempo èe totale opera di Dio, che nella sostanza dell'anima per sua misericordiamisericordia fa; e cossì come dico, non è altra la communicatione, che un diffondirsidiffondirsi Dio per tutta l'anima, e parlarci egli solo, ed ella non fa altro che tacitamente ascoltare. ÈE tale però la dolcezza, e godimento dell'anima, che non fa altro, che 17disfarsi nel soavi fuoco dell'amore e non farebbe altro, ne fa altro, che stare in se stessa molto raccolta ascoltando il suo sposo. A punto come chi ascolta una cosa mai saputasaputa, e stastà cossì attonita, quando non può dar l'orecchio ad altraad'altra cosa, che gli venghi detto.
In questo stato di cui stamo trattando, ch'è di silentio, gode tanto l'anima, che gli viene certa voglia di non trattar con persona alcuna, poichépoiche non fa altro Dio all'hora, che communicarsi tutto se stesso per tutta l'anima, e ciò non per mezzo più di creatureCreature, oò d'16AngioliAngiolo, oò d'altra cosa creataCreata, come forse161vforse prima sortiva, ma solamente per mezzo suo, mentre in questo tempotempo èe totale opera di Dio, che nella sostanza dell'anima per sua misericordiamisericordia fa; e cossì come dico, non è altra la communicatione, che un diffondirsidiffondirsi Dio per tutta l'anima, e parlarci egli solo, ed ella non fa altro che tacitamente ascoltare. ÈE tale però la dolcezza, e godimento dell'anima, che non fa altro, che 17disfarsi nel soavi fuoco dell'amore e non farebbe altro, ne fa altro, che stare in se stessa molto raccolta ascoltando il suo sposo. A punto come chi ascolta una cosa mai saputasaputa, e stastà cossì attonita, quando non può dar l'orecchio ad altraad'altra cosa, che gli venghi detto.
E perciòper ciò dico, che gli viene certa voglia di starsine in silentiosilentio, e ne meno parlar di Dio, poichépoiche ciò che ella intende, e vede non può darlo ad intendire, ne ponno i sensi percipere18 cosa alcuna, e cossì non potendo ella dire ciò che vorrebbe, se ne sta in silentio gustando di Dio: ÈE cossì grande la voglia di starsine in silentio, che ne anche vuolevuole parlar con il proprio padre che la guida, incominciando giàgia ella a conoscere, che solamente in lei opera Dio, ne può più creaturaCreatura alcunaalcuna fare, oò disfare. Anche non ha questa voglia di parlare, che vede non trovar termini aà quel chequelche ella vorria dire, e perciòpar ciò si contenta non dir niente.
E perciòper ciò dico, che gli viene certa voglia di starsine in silentiosilentio, e ne meno parlar di Dio, poichépoiche ciò che ella intende, e vede non può darlo ad intendire, ne ponno i sensi percipere18 cosa alcuna, e cossì non potendo ella dire ciò che vorrebbe, se ne sta in silentio gustando di Dio: ÈE cossì grande la voglia di starsine in silentio, che ne anche vuolevuole parlar con il proprio padre che la guida, incominciando giàgia ella a conoscere, che solamente in lei opera Dio, ne può più creaturaCreatura alcunaalcuna fare, oò disfare. Anche non ha questa voglia di parlare, che vede non trovar termini aà quel chequelche ella vorria dire, e perciòpar ciò si contenta non dir niente.
A questi tempi trovare, che il padre di quest'anima non gode per ancora del frutto suo, cioè della dottrina, che ha l'anima, ed anche dell'opere di Dio, poichépoiche, sì come ho detto sopra, non è tempo di parlare, come doppo sarà, ma solamente d'ascoltare ciò che gli vien detto.
A questi tempi trovare, che il padre di quest'anima non gode per ancora del frutto suo, cioè della dottrina, che ha l'anima, ed anche dell'opere di Dio, poichépoiche, sì come ho detto sopra, non è tempo di parlare, come doppo sarà, ma solamente d'ascoltare ciò che gli vien detto.
In questo stato non v'è più amarezza per l'anima, ma tutto dolcezza, e doppo che il mondo si voltasse contro di lei, non può un tantino inquietarlain quietarla, ma gode d'una continua pace inter[io]re.
In questo stato non v'è più amarezza per l'anima, ma tutto dolcezza, e doppo che il mondo si voltasse contro di lei, non può un tantino inquietarlain quietarla, ma gode d'una continua pace inter[io]re.
E non occorre di qua innanzi dar segni deide'i stati per conoscereconoscere l'affetti se sono di Dio, oò del Demonio, poichépoiche mi lascio dire, che se veramente è unione, come si19 deve trattare in questo libro, èe cosa impossibile poterci entrare il Demonio, poichépoiche, si come dissi sopra, in questi stati d'unione il tutto opera Dio nel fondo dell'anima, ne può il Demonio fingere20, come poteva prima, e cossì sarebbe tempo perso dar*162rdar più segni.
E non occorre di qua innanzi dar segni deide'i stati per conoscereconoscere l'affetti se sono di Dio, oò del Demonio, poichépoiche mi lascio dire, che se veramente è unione, come si19 deve trattare in questo libro, èe cosa impossibile poterci entrare il Demonio, poichépoiche, si come dissi sopra, in questi stati d'unione il tutto opera Dio nel fondo dell'anima, ne può il Demonio fingere20, come poteva prima, e cossì sarebbe tempo perso dar*162rdar più segni.
*Anche non d[a]rò più modo per guidar anime, essendo che entrando l'anima in stato d'unione, non può più il padrePadre impedirla, poiché il motore di quest'anima è totalmentesolamente Dio, ne aà questi tempi se mancasse guida all'anima, potrebbe danneggiarla come prima, guidandolaguidandola Dio, e per dove vuole, e come vuole.
*Anche non d[a]rò più modo per guidar anime, essendo che entrando l'anima in stato d'unione, non può più il padrePadre impedirla, poiché il motore di quest'anima è totalmentesolamente Dio, ne aà questi tempi se mancasse guida all'anima, potrebbe danneggiarla come prima, guidandolaguidandola Dio, e per dove vuole, e come vuole.
Ho trattato padre dello stato di silentio in silentio, non potendo dire ciò vi sia, e conchiodo, che questoquesto silentio non s'intende nelle potenze, come quando l'anima era contemplativaContemplativa, ma è nelle potenze, è più nel fondo dell'anima, e cossì si chiamachiama silentio d'anima, e non di spirito solamente; e nel principio di questo capitolo dissi ioIo, che non vi sono in questo stato le potenze, il come intendointendo dire lo dirò aà suo luogo.
Ho trattato padre dello stato di silentio in silentio, non potendo dire ciò vi sia, e conchiodo, che questoquesto silentio non s'intende nelle potenze, come quando l'anima era contemplativaContemplativa, ma è nelle potenze, è più nel fondo dell'anima, e cossì si chiamachiama silentio d'anima, e non di spirito solamente; e nel principio di questo capitolo dissi ioIo, che non vi sono in questo stato le potenze, il come intendointendo dire lo dirò aà suo luogo.

Capitolo terzo

La pura obedienza è padre, che mi stimula a mover la penna, e non che ioIo ardisse trattare di cose tanto alte, poichépoi che queste cose ordenariamente non si possono spiegare, hor quanto più ioIo, che sono povera donnecciola, e senza lettere? ÈE cosa certa dunquedun, che quanto VostraV ReverenzaR troverà di buono è miracolomiracoloso d'obedienza; ioIo padre per conoscere la mia indegnetàIndegne, e dapocagine, ho havuto grandissima ripognanza aà dar principio aà questo terzo libro, e non solamente, credo, sia stato per le due assegnate raggione, ma anche perché mi trovo impatimenti grandissimi21, e perciòper ciò non posso spiegar con quanto repognanza prendo la penna, anche la mia fragile natura si mostra debole per scrivere aà questi tempi di freddo, ioIo con tutto ciò m'abbraccio la croceCroce e faccio l'obedienza sua padre mio, e creda, che ciò che scrivo è miracolo, poichépoiche essendo ioIo in stato di croceCroce, e travagli non m'intendo il mio primo tratto ch'havevo nello spirito, anzi trattando ioIo con alcune persone di cose di spirito, mi dà tedio di morte, ne posso trattarnetrattare come vorrei; quando poi scrivo tutto che*162vche prendo la penna con repognanza, m'agiuta Dio contra meriti miei22. Ho scritto tutto ciò padre, per dare ad intendire quando è grata aà Dio l'obedienza, ed esortare aà tutte l'anime, che caminano per la perfettione, quando gli vien comandata cosa per obedienza, per difficoltosa che fosse, abbraccino tutto con prontezza d'animo, e fede in Dio, che egli farà riuscir il tutto con vittoria, e se prima vengono nostri dobiidobij non curino di ciò, poichépoi che dato principio all'hopera, il tutto facilita chiche può. CossìCossi son stata ioIo, che conoscendo la mia grande ignoranzaIgnoranza havevo gran ripugnanza ad incominciar quest'opera, con tutto ciò procurando di far l'obedienza23, m'ham'hà Dio, per sua misericordia, corresposto. Tutto che ioIo sia imperfetta, stimo però questa virtù dell'obedienza, e vorrei in ciò emitar la mia santaSanta Madre, e non l'osservo perfettamente come lei, perchéperche tutta mi conosco imperfetta. Accettane voi Maestà infinita quel che fa la vostra indegnaIndegna serva, e conoscene la [m]ia bassezza, che niente posso.
La pura obedienza è padre, che mi stimula a mover la penna, e non che ioIo ardisse trattare di cose tanto alte, poichépoi che queste cose ordenariamente non si possono spiegare, hor quanto più ioIo, che sono povera donnecciola, e senza lettere? ÈE cosa certa dunquedun, che quanto VostraV ReverenzaR troverà di buono è miracolomiracoloso d'obedienza; ioIo padre per conoscere la mia indegnetàIndegne, e dapocagine, ho havuto grandissima ripognanza aà dar principio aà questo terzo libro, e non solamente, credo, sia stato per le due assegnate raggione, ma anche perché mi trovo impatimenti grandissimi21, e perciòper ciò non posso spiegar con quanto repognanza prendo la penna, anche la mia fragile natura si mostra debole per scrivere aà questi tempi di freddo, ioIo con tutto ciò m'abbraccio la croceCroce e faccio l'obedienza sua padre mio, e creda, che ciò che scrivo è miracolo, poichépoiche essendo ioIo in stato di croceCroce, e travagli non m'intendo il mio primo tratto ch'havevo nello spirito, anzi trattando ioIo con alcune persone di cose di spirito, mi dà tedio di morte, ne posso trattarnetrattare come vorrei; quando poi scrivo tutto che*162vche prendo la penna con repognanza, m'agiuta Dio contra meriti miei22. Ho scritto tutto ciò padre, per dare ad intendire quando è grata aà Dio l'obedienza, ed esortare aà tutte l'anime, che caminano per la perfettione, quando gli vien comandata cosa per obedienza, per difficoltosa che fosse, abbraccino tutto con prontezza d'animo, e fede in Dio, che egli farà riuscir il tutto con vittoria, e se prima vengono nostri dobiidobij non curino di ciò, poichépoi che dato principio all'hopera, il tutto facilita chiche può. CossìCossi son stata ioIo, che conoscendo la mia grande ignoranzaIgnoranza havevo gran ripugnanza ad incominciar quest'opera, con tutto ciò procurando di far l'obedienza23, m'ham'hà Dio, per sua misericordia, corresposto. Tutto che ioIo sia imperfetta, stimo però questa virtù dell'obedienza, e vorrei in ciò emitar la mia santaSanta Madre, e non l'osservo perfettamente come lei, perchéperche tutta mi conosco imperfetta. Accettane voi Maestà infinita quel che fa la vostra indegnaIndegna serva, e conoscene la [m]ia bassezza, che niente posso.
Hor per trattare dellodetto stato che24 pretendo in questo libro, cioè d'oblivione, oò sonno come vogliamo chiamarlo, dico, che dal continuo, ed habituato silentio, che nel trascorso capitolo trattamo, viene l'anima aà ponersi in uno santo oblio, viene ad adormentarsiad' adormentarsi dolcemente nel petto del suo sposo, per intendire le sue meraviglie. Sì comeSiccome aà chi sta in otio, in silentio gli viene facilmente il sonno, cossì all'anima di quel silentio gli viene il sonno: e credo la distanza che v'è da questo stato al passato esser molto grande, tutto che pare si somigliassero, e quasi fossero tutti una cosa, che si somigliano molto non nego, però questo è cosa più perfetta, e stato più alto.
Hor per trattare dellodetto stato che24 pretendo in questo libro, cioè d'oblivione, oò sonno come vogliamo chiamarlo, dico, che dal continuo, ed habituato silentio, che nel trascorso capitolo trattamo, viene l'anima aà ponersi in uno santo oblio, viene ad adormentarsiad' adormentarsi dolcemente nel petto del suo sposo, per intendire le sue meraviglie. Sì comeSiccome aà chi sta in otio, in silentio gli viene facilmente il sonno, cossì all'anima di quel silentio gli viene il sonno: e credo la distanza che v'è da questo stato al passato esser molto grande, tutto che pare si somigliassero, e quasi fossero tutti una cosa, che si somigliano molto non nego, però questo è cosa più perfetta, e stato più alto.
Si differiscono dunquedunq questi doi stati, alla diffirenza che v'èn'è dal sonno al silentio, poiché il silentio fa, che non si tratti, ma s'ascolti ciò che viene detto, però con i sensi perfetti. IlAl sonno poi fa, che si perdino i sensi, s'alienano dal tutto, e non si pensi aà cosa alcuna. CossìCossi è padre qui l'anima, che passando dal silentio25 se nene entra più nel suo raccoglimento per godere del suo amato, e cossìcossi s'adormenta, e perciòperciò come fuor deide'i sensi, ed aliena dal tutto viene aà mescere più di prima lo godimento, e la pace, e senza comperatione alcuna, poichépoiche Dio si va più, e più internandosi nell'anima, e perciòper ciò gode più nel fondo*163rfondo suo, cresce la communicazione di Dio nell'anima, ed anche la manifestatione dello sposo, poichépoiche se prima non tanto godiva di lui di continuo, ma c'era qualche interpellatione, cioè di scoprirsi, non che s'havesse mai allontanato dell'anima, oò che s'havesse inteso fuor di Dio, e cossì la interpellatione posso dire, ch'era al godimento: e ciò aà distanza dello stato, che stamo trattando, poichépoiche mescendo l'abbraccio, che tiene Dio con l'anima, cresce anche il godimento, e la continua compagniaCompagnia dello Sposo.
Si differiscono dunquedunq questi doi stati, alla diffirenza che v'èn'è dal sonno al silentio, poiché il silentio fa, che non si tratti, ma s'ascolti ciò che viene detto, però con i sensi perfetti. IlAl sonno poi fa, che si perdino i sensi, s'alienano dal tutto, e non si pensi aà cosa alcuna. CossìCossi è padre qui l'anima, che passando dal silentio25 se nene entra più nel suo raccoglimento per godere del suo amato, e cossìcossi s'adormenta, e perciòperciò come fuor deide'i sensi, ed aliena dal tutto viene aà mescere più di prima lo godimento, e la pace, e senza comperatione alcuna, poichépoiche Dio si va più, e più internandosi nell'anima, e perciòper ciò gode più nel fondo*163rfondo suo, cresce la communicazione di Dio nell'anima, ed anche la manifestatione dello sposo, poichépoiche se prima non tanto godiva di lui di continuo, ma c'era qualche interpellatione, cioè di scoprirsi, non che s'havesse mai allontanato dell'anima, oò che s'havesse inteso fuor di Dio, e cossì la interpellatione posso dire, ch'era al godimento: e ciò aà distanza dello stato, che stamo trattando, poichépoiche mescendo l'abbraccio, che tiene Dio con l'anima, cresce anche il godimento, e la continua compagniaCompagnia dello Sposo.
Hor padre è cosa impossibile poter dire, ciò che opera Dio26 in questo sonno, non di potenza, ma d'anima, e perciòper ciò aà questi tempi tutto che l'anima vadi con le potenze distratte, e parli, ed intenda qualunquequalunq tomolto, il fondo però suo sempre è molto raccolto; e perciòper ciò dico non di potenza come prima, oò sensi, ma sonno di tutta l'anima, ed è questo di continuo. L'abbraccio èe di continuo di Dio con l'anima, ma il godimento è quando più, quando meno, talmente, che nell'abbraccio non v'è interpellatione, nel godimento però v'è, e non che vi fosse tempo che l'anima non godesse, però v'è il maggiore et il menore.
Hor padre è cosa impossibile poter dire, ciò che opera Dio26 in questo sonno, non di potenza, ma d'anima, e perciòper ciò aà questi tempi tutto che l'anima vadi con le potenze distratte, e parli, ed intenda qualunquequalunq tomolto, il fondo però suo sempre è molto raccolto; e perciòper ciò dico non di potenza come prima, oò sensi, ma sonno di tutta l'anima, ed è questo di continuo. L'abbraccio èe di continuo di Dio con l'anima, ma il godimento è quando più, quando meno, talmente, che nell'abbraccio non v'è interpellatione, nel godimento però v'è, e non che vi fosse tempo che l'anima non godesse, però v'è il maggiore et il menore.
A questi tempi cresce più la chiarezza di Dio per l'anima, cioè lo conosce più assai di prima, e con più alto intendire di Lui, e più ch'egli s'accosta più questo cresce, poichépoiche fa Dio con l'anima, aà punto come il sole, che più che batte fortemente sopra una pietra diamantina più la rischiara e la somiglia aà lui. Hor cossì è Dio con l'anima in questi stati d'unione, vi stastà cossìcossi da vicino, anzi tutto unito con lei, e perchéperche col tempo si va27 più internando più, e più la rischiara; ed essendoed'essendo egli il divinoDivino sole, che portapossa seco verità eterna, cossì più che l'anima s'avvicina aà questo sole, più conosce la verità di ciò che sia Dio (per quanto si può in questa vita) e ciò che sia ella: qui padre vorrei darmi ad intendire, poichépoiche è cosa, che molto importa, essendo che potrà dobitare chi non28 s'intenda di questo stato, che l'anima vedendosi tanto alta gli può nascere qualche propria stima, e perciòper ciò vorrei darmi ad i[nt]endire e dico padre che si come chi vi fosse nascosta la luce sarebbe impossibile conoscere laconoscerela verità, e per contrario poi in venerinvener la luce il tutto scuopri, e fa veder la verità.
A questi tempi cresce più la chiarezza di Dio per l'anima, cioè lo conosce più assai di prima, e con più alto intendire di Lui, e più ch'egli s'accosta più questo cresce, poichépoiche fa Dio con l'anima, aà punto come il sole, che più che batte fortemente sopra una pietra diamantina più la rischiara e la somiglia aà lui. Hor cossì è Dio con l'anima in questi stati d'unione, vi stastà cossìcossi da vicino, anzi tutto unito con lei, e perchéperche col tempo si va27 più internando più, e più la rischiara; ed essendoed'essendo egli il divinoDivino sole, che portapossa seco verità eterna, cossì più che l'anima s'avvicina aà questo sole, più conosce la verità di ciò che sia Dio (per quanto si può in questa vita) e ciò che sia ella: qui padre vorrei darmi ad intendire, poichépoiche è cosa, che molto importa, essendo che potrà dobitare chi non28 s'intenda di questo stato, che l'anima vedendosi tanto alta gli può nascere qualche propria stima, e perciòper ciò vorrei darmi ad i[nt]endire e dico padre che si come chi vi fosse nascosta la luce sarebbe impossibile conoscere laconoscerela verità, e per contrario poi in venerinvener la luce il tutto scuopri, e fa veder la verità.
Hor sappia VostraV ReverenzaR che noi giacemo nella ignoranza delle tenebre, e con la luce solamente naturale, potrebbe sortire, che il nero paresse bianco, e venendo nell'anima la luce sopernaturale, ch'è Dio, vede la verità, che prima di ricevere quellaquestà sì chiara luce era impossibile poter vedere come adesso vede. Hor quiquì voglio dire, che accostandosi l'anima più aà Dio, e vedendosi da lui, e per sua misericordia posta*163vposta in stato cossì soblime, vede doi estremi, uno è la grandezza che conosce havere Dio in se stesso, è lo stato grande, e l'abbellimento, che si trova in lei. L'altro è un perfetto conoscemento del suo niente, e questo dire “ioIo niente”, mi par cosa treviale, rispetto alla verità grande, che l'anima conosce con quella luce supernaturale, e divinaDivina, e si debbia sapere che quanto più l'anima salirà in stati più soblime altritanto29 cresce la detta verità, e cossì chi di ciò dobita facciani30 di meno, poichépoiche ciò che questi tali dobitano pare aà me cosa impossibile, sopposto che la gratia di Dio demora nell'anima, si che conchiudo che non vuoler conoscere l'anima questa verità, vuol esserevuol'essere un lasciarla Dio, altrimenti è cosa impossibile.
Hor sappia VostraV ReverenzaR che noi giacemo nella ignoranza delle tenebre, e con la luce solamente naturale, potrebbe sortire, che il nero paresse bianco, e venendo nell'anima la luce sopernaturale, ch'è Dio, vede la verità, che prima di ricevere quellaquestà sì chiara luce era impossibile poter vedere come adesso vede. Hor quiquì voglio dire, che accostandosi l'anima più aà Dio, e vedendosi da lui, e per sua misericordia posta*163vposta in stato cossì soblime, vede doi estremi, uno è la grandezza che conosce havere Dio in se stesso, è lo stato grande, e l'abbellimento, che si trova in lei. L'altro è un perfetto conoscemento del suo niente, e questo dire “ioIo niente”, mi par cosa treviale, rispetto alla verità grande, che l'anima conosce con quella luce supernaturale, e divinaDivina, e si debbia sapere che quanto più l'anima salirà in stati più soblime altritanto29 cresce la detta verità, e cossì chi di ciò dobita facciani30 di meno, poichépoiche ciò che questi tali dobitano pare aà me cosa impossibile, sopposto che la gratia di Dio demora nell'anima, si che conchiudo che non vuoler conoscere l'anima questa verità, vuol esserevuol'essere un lasciarla Dio, altrimenti è cosa impossibile.
Hor qui voglio spiegare al quanto in che modo demora Dio nell'anima in questo stato d'oblivione31, oò sonno. Con questa comperatione, che dirò mi pare spiegarla d'un certo modo; vi fossero, verbigratia, due statuette di cera molle, e calda, e queste stassero abbracciate strettamente insieme, e per la loro mollezza, e caldezza s'andassero col tempo, più, e più [a]bbracciando talmente, che venessero ad inconcentrarsiin concentrarsi l'una con l'altra, e farsi tutte due una figura. Questo è nell'unione, talmente, che le due sostanze, cioè quella di Dio, e quella dell'anima, stando nell'unione cossìcossi unite insieme, che venno aà darsi un continuo abbraccio, e questo abbraccio vede l'anima crescere più, e più, talmente, che venno le due sostanze ad inconcentrarsi insieme, come le dette statuette; hor queste due statuette venessero col tempo aà liquefarsi insieme per la caldezza talmente, che di due devenesse una; e cossìcossi farà Dio con l'anima nel matrimonio spirituale, all'hora quando le due sostanze si liquefaranno insieme, che pare fossero una sola sostanza, senza però confondersi talmente che l'anima non havesse più sostanza, si che due sostanze distinte, ma tanto liquiefatte insieme, che pare fosse una sola, e di ciò tratteremo con l'agiuto di Dio aà suo luogo, per maggiormente magnificar l'opere di [D]io e cantar le sue misericordie, aà veder quanto opera con un'anima, che si compiace, per sua bontàBontà, unirla seco.
Hor qui voglio spiegare al quanto in che modo demora Dio nell'anima in questo stato d'oblivione31, oò sonno. Con questa comperatione, che dirò mi pare spiegarla d'un certo modo; vi fossero, verbigratia, due statuette di cera molle, e calda, e queste stassero abbracciate strettamente insieme, e per la loro mollezza, e caldezza s'andassero col tempo, più, e più [a]bbracciando talmente, che venessero ad inconcentrarsiin concentrarsi l'una con l'altra, e farsi tutte due una figura. Questo è nell'unione, talmente, che le due sostanze, cioè quella di Dio, e quella dell'anima, stando nell'unione cossìcossi unite insieme, che venno aà darsi un continuo abbraccio, e questo abbraccio vede l'anima crescere più, e più, talmente, che venno le due sostanze ad inconcentrarsi insieme, come le dette statuette; hor queste due statuette venessero col tempo aà liquefarsi insieme per la caldezza talmente, che di due devenesse una; e cossìcossi farà Dio con l'anima nel matrimonio spirituale, all'hora quando le due sostanze si liquefaranno insieme, che pare fossero una sola sostanza, senza però confondersi talmente che l'anima non havesse più sostanza, si che due sostanze distinte, ma tanto liquiefatte insieme, che pare fosse una sola, e di ciò tratteremo con l'agiuto di Dio aà suo luogo, per maggiormente magnificar l'opere di [D]io e cantar le sue misericordie, aà veder quanto opera con un'anima, che si compiace, per sua bontàBontà, unirla seco.
Hor lascio consederare, se può il nostro intelletto percepire, ciò che può godere un'anima cossì abbracciata con Dio nel fondo suo, come gode la perfetta pace, talmente, che se vede cossì internata nel fondo del castelloCastello, di cui habbiamo fatta la nostra comperationeComperatione, che s'accorge non gli poter cosa alcuna per toglierci un tantino la sua dolce quiete, e perciòper ciò gode un perfetto sonno, un dolce oblio sopra il petto del suo amato, il quale sarà talamo notiale per lei, all'hora quando si*164rsi farà il divinoDivino matrimonio.
Hor lascio consederare, se può il nostro intelletto percepire, ciò che può godere un'anima cossì abbracciata con Dio nel fondo suo, come gode la perfetta pace, talmente, che se vede cossì internata nel fondo del castelloCastello, di cui habbiamo fatta la nostra comperationeComperatione, che s'accorge non gli poter cosa alcuna per toglierci un tantino la sua dolce quiete, e perciòper ciò gode un perfetto sonno, un dolce oblio sopra il petto del suo amato, il quale sarà talamo notiale per lei, all'hora quando si*164rsi farà il divinoDivino matrimonio.
Non posso poi dare ad intendire la fortezza grande, che intende l'anima in se stessa, solo dico, che basti sopponervi, che stastà cossì unita con la medesima fortezza di Dio, talmente, che la fortezza di Dio e giàgia anche dell'anima, e perciòper ciò intende il suo castelloCastello tanto fortificato, che gli par cosa impossibile, poterci cosa alcuna per espognar la sua fortezza. Se vede tanto immersa nell'amore, ed habituataed'habituata ad amare, ed alle virtù, che gli pare cosa impossibile poter più peccare; tiene però la capacetà perfetta di conoscere, che ha la potenza di peccari, e, che se Dio la lasciasse potrebbe di nuovo cadere nel fango di questo mondo, ma però èe cossì grande la certezza, che Dio si compiace darci di non partirsi piùpoi di lei, anzi più internarsi col tempo, che gli pare cosa non solamente impossibile poter peccare, ma strana per lei. Qui son quasi massiccie le virtù, ed adormentate le passione; qui cresce un distacco, che mai l'anima haveva in tempointempo di sua vita provato; mancano più e più tutti desideriidesiderij, poichépoiche andandosi l'anima più abbracciando con Dio, e più possedendolopossedendo non gli resta più, che desiderare, e tutto che habbia notitia d'andar più oltre, ed aà magiore altezza di stati, non è però con desiderio, ma con certa quiete, e pace, si che viene ad esseread'essere un desiderio senza desiderio, e non più come prima, che altro non desiderava, che d'arrivare, adesso per l'unione che tieneviene con l'amato suo resta già sodisfatta, e satia, la quale satietà non haveva mai ella provato, perchéperche mai haveva posseduto con totale posesso.
Non posso poi dare ad intendire la fortezza grande, che intende l'anima in se stessa, solo dico, che basti sopponervi, che stastà cossì unita con la medesima fortezza di Dio, talmente, che la fortezza di Dio e giàgia anche dell'anima, e perciòper ciò intende il suo castelloCastello tanto fortificato, che gli par cosa impossibile, poterci cosa alcuna per espognar la sua fortezza. Se vede tanto immersa nell'amore, ed habituataed'habituata ad amare, ed alle virtù, che gli pare cosa impossibile poter più peccare; tiene però la capacetà perfetta di conoscere, che ha la potenza di peccari, e, che se Dio la lasciasse potrebbe di nuovo cadere nel fango di questo mondo, ma però èe cossì grande la certezza, che Dio si compiace darci di non partirsi piùpoi di lei, anzi più internarsi col tempo, che gli pare cosa non solamente impossibile poter peccare, ma strana per lei. Qui son quasi massiccie le virtù, ed adormentate le passione; qui cresce un distacco, che mai l'anima haveva in tempointempo di sua vita provato; mancano più e più tutti desideriidesiderij, poichépoiche andandosi l'anima più abbracciando con Dio, e più possedendolopossedendo non gli resta più, che desiderare, e tutto che habbia notitia d'andar più oltre, ed aà magiore altezza di stati, non è però con desiderio, ma con certa quiete, e pace, si che viene ad esseread'essere un desiderio senza desiderio, e non più come prima, che altro non desiderava, che d'arrivare, adesso per l'unione che tieneviene con l'amato suo resta già sodisfatta, e satia, la quale satietà non haveva mai ella provato, perchéperche mai haveva posseduto con totale posesso.
L'unione delle sostanze, che dissi sopra, haver l'anima con Dio, s'intende con chiarezza sì grande, che non basto per dirla, basta dire ch'è un contatto, come se fosse di cosa corporea, e materiale tutto che sia totalmente spirito, e non vi sia specie di corpo, e forme, e cosa materiale.
L'unione delle sostanze, che dissi sopra, haver l'anima con Dio, s'intende con chiarezza sì grande, che non basto per dirla, basta dire ch'è un contatto, come se fosse di cosa corporea, e materiale tutto che sia totalmente spirito, e non vi sia specie di corpo, e forme, e cosa materiale.
La communicatione è il diffondersi Dio per tutta l'anima, talmente, che s'intende tutta recreata, ed indolcita, di modo tale, che diffundendosi Dio per tutta l'anima, intende ella di tutto Dio comunicarsi in lei per sostanza.
La communicatione è il diffondersi Dio per tutta l'anima, talmente, che s'intende tutta recreata, ed indolcita, di modo tale, che diffundendosi Dio per tutta l'anima, intende ella di tutto Dio comunicarsi in lei per sostanza.
Il linguaggio oscuro è l'altezza grande, che lo sposo32 gli communica nella sua sostanza, nascostamente deide'i sensi, talmente, che ciò che intende non può in modo alcuno ridirlo, ne trova termini per poter dire cosa alcuna, e quanto più cresce l'altezza dell'intendire, altritanto vien nascosto alli sensi. Hor non credaquesta VostraV ReverenzaR padre mio che ciò caggioni nell'anima confusione, anzi hessene il tutto nascosto alli propriiproprij sensi più cresce il suo godimento, e meno può intendire, e spiegarsi; hor pare linguaggio troppo oscuro questo, poichépoiche noi naturalmente siemo inclinati al*164val sensibile, il come poi si compiace l'anima di questa oscurità ioIo non lo so, lo sa dunquedunq chi fa l'opera, che ioIo sono al tutto ignorante per darlo ad intendire.
Il linguaggio oscuro è l'altezza grande, che lo sposo32 gli communica nella sua sostanza, nascostamente deide'i sensi, talmente, che ciò che intende non può in modo alcuno ridirlo, ne trova termini per poter dire cosa alcuna, e quanto più cresce l'altezza dell'intendire, altritanto vien nascosto alli sensi. Hor non credaquesta VostraV ReverenzaR padre mio che ciò caggioni nell'anima confusione, anzi hessene il tutto nascosto alli propriiproprij sensi più cresce il suo godimento, e meno può intendire, e spiegarsi; hor pare linguaggio troppo oscuro questo, poichépoiche noi naturalmente siemo inclinati al*164val sensibile, il come poi si compiace l'anima di questa oscurità ioIo non lo so, lo sa dunquedunq chi fa l'opera, che ioIo sono al tutto ignorante per darlo ad intendire.
Hor questa communicatione della due sostanze, e perpar l'altezza dell'intendire, viene l'anima aà rimanerrene in un sant'otiosant'otio, in un dolce sonno, in un dolce oblio.
Hor questa communicatione della due sostanze, e perpar l'altezza dell'intendire, viene l'anima aà rimanerrene in un sant'otiosant'otio, in un dolce sonno, in un dolce oblio.
Lui per demorare il fonte di vita eterna nel fondo dell'anima, e non come prima, che v'era unito per sostanza, e non demorava nel centro suo, perciòper ciò se serviva aà benificarla33 delle potenze, quiquì non più cossì, ma scatorisce l'anqua molto ad aà bondanza di quel medesimo fondo dell'anima, e vedesi come una cisterna piena d'acqua senza veder di donde sorge. OÒ padre che vogliochevoglio dire, quando non trovo termino nella mia penna per potermi spiegare, e quantoquando ho detto, non è quel che rialmente è, ma quel chequelche non è, dico ciò non perché non s'ha detto la verità del fatto, ma perchéperche son cose da non potersi in [modo] alcuno spieg[arse]34 e con una parola direi il tutto, mirabilia magna.
Lui per demorare il fonte di vita eterna nel fondo dell'anima, e non come prima, che v'era unito per sostanza, e non demorava nel centro suo, perciòper ciò se serviva aà benificarla33 delle potenze, quiquì non più cossì, ma scatorisce l'anqua molto ad aà bondanza di quel medesimo fondo dell'anima, e vedesi come una cisterna piena d'acqua senza veder di donde sorge. OÒ padre che vogliochevoglio dire, quando non trovo termino nella mia penna per potermi spiegare, e quantoquando ho detto, non è quel che rialmente è, ma quel chequelche non è, dico ciò non perché non s'ha detto la verità del fatto, ma perchéperche son cose da non potersi in [modo] alcuno spieg[arse]34 e con una parola direi il tutto, mirabilia magna.

Capitolo quarto

Si come il sonno naturale fa perdire i sensi, e totalmente scordarci di noi stessi, e senza ricordarci più cosa alcuna, cossì anche padre il sopra detto sonno, oò oblio facendosi habituato nel fondofono dell'anima e senza impedirci l'operatione esterne, oò vero le potenze; aà diffirenza di quando era l'anima in sposalitio, che havendo altissima contemplationeContemplatione veniva in35 un'estasiuni estasi di potenze, e per il tiro interiore venevano totalmente escluse l'operatione naturale, cioè deide'i sensi ester[n]i, talmentetalmente, che per quell'atto era impossibile il corpo parer vivo.
Si come il sonno naturale fa perdire i sensi, e totalmente scordarci di noi stessi, e senza ricordarci più cosa alcuna, cossì anche padre il sopra detto sonno, oò oblio facendosi habituato nel fondofono dell'anima e senza impedirci l'operatione esterne, oò vero le potenze; aà diffirenza di quando era l'anima in sposalitio, che havendo altissima contemplationeContemplatione veniva in35 un'estasiuni estasi di potenze, e per il tiro interiore venevano totalmente escluse l'operatione naturale, cioè deide'i sensi ester[n]i, talmentetalmente, che per quell'atto era impossibile il corpo parer vivo.
Dio tutto ciò spiegando con chiarezza il tutto per chi legge, poichépoiche essendovi questo stato di scordanza anche nello sposalitio per altissima contemplationeContemplatione, eded' assorbimento, che fa Dio nell'anima, potria essene credere dico, che fosse quello stato, perciòper ciò dico, che v'è gran distanza, ma si somiglia il come. Primieramente si differiscono questi doi stati nell'attoale, e nell'habituale, essendo quello dello sposalitio per breve*165rbreve tempo, non passandovi alle volte più d'un'hora, oò quanto vuole Dio basti, che non è habituale; questo del quale stamo noi trattando, cioè questa scordanza, è habituale nell'anima, anzi col tempo crescerà più assai. Altra differenza vi è, che quella scordanza èe nelle potenze, (ed anche per quest'atto nell'anima) e questa di cui stamo trattando è nel fondo dell'anima. L'altre diffirenze son grande per l'altezzaatezza dello stato, ne ioIo qui so dirle, ma bene intenderle, passo dunquedunq il tutto in silentio.
Dio tutto ciò spiegando con chiarezza il tutto per chi legge, poichépoiche essendovi questo stato di scordanza anche nello sposalitio per altissima contemplationeContemplatione, eded' assorbimento, che fa Dio nell'anima, potria essene credere dico, che fosse quello stato, perciòper ciò dico, che v'è gran distanza, ma si somiglia il come. Primieramente si differiscono questi doi stati nell'attoale, e nell'habituale, essendo quello dello sposalitio per breve*165rbreve tempo, non passandovi alle volte più d'un'hora, oò quanto vuole Dio basti, che non è habituale; questo del quale stamo noi trattando, cioè questa scordanza, è habituale nell'anima, anzi col tempo crescerà più assai. Altra differenza vi è, che quella scordanza èe nelle potenze, (ed anche per quest'atto nell'anima) e questa di cui stamo trattando è nel fondo dell'anima. L'altre diffirenze son grande per l'altezzaatezza dello stato, ne ioIo qui so dirle, ma bene intenderle, passo dunquedunq il tutto in silentio.
Hor si come dissi sopra, dal sonno continuo, ed abbraccioed'abbraccio, che l'anima tiene in Dio gli nasce la scordanza, talmente, che non solamente è scordata da tutto il creatoCreato, essendo che quest'anima non è più di questa vita, ma dell'altra, ma ancheanche di tutta se stessa, e solamente pensa per l'amato. ioIo padre non mi meravigliomeraviglio, che l'anima entri in questa sì grande scordanza, poichépoiche vede tanto, ed intende tanto nel centro suo, che resta attonita. Per aà punto, come chi guardasse molte meravigliemeraviglia, oò per dir meglio per l'oggetto, che stastà godendo, ed amandoed'amando fosse cossì la spinta dell'amore, che non si ricordassericordasse più di se stesso. Hor cossì qui l'anima ama tanto, che anche si scordascorda di se stessa; e qui resta l'anima sommersa in un profondissimo oceanoOceano d'amore, e senza poter dare ad intendire ciò vede, oò gode. Scrivendo questi stati padrePadre, mi viene un profondissimo silentio nell'anima mia, ed altro non faccio, che resto attonita di quanto vorrei dire, se però trovassetrovasse termini opportuni per spiegarmi; ma che padre, che niente dico di quantoquanto intendo, e mi viene certa confosione gustosa di vedermi in un labirinto cossì confuso, mi vedo per certo imbrogliata, poichépoiche di quanto ho detto non è altro, che dare aà gustare dal granato la sola scorcia, il cibo non so chi mi trattene aà communicarlo; non sarei ioIo tanto scortese, se la mia capacità36 mi dasse licenza di dire il tutto: e perciòper cio VostraV ReverenzaR mi compatisca di quanto saccio.
Hor si come dissi sopra, dal sonno continuo, ed abbraccioed'abbraccio, che l'anima tiene in Dio gli nasce la scordanza, talmente, che non solamente è scordata da tutto il creatoCreato, essendo che quest'anima non è più di questa vita, ma dell'altra, ma ancheanche di tutta se stessa, e solamente pensa per l'amato. ioIo padre non mi meravigliomeraviglio, che l'anima entri in questa sì grande scordanza, poichépoiche vede tanto, ed intende tanto nel centro suo, che resta attonita. Per aà punto, come chi guardasse molte meravigliemeraviglia, oò per dir meglio per l'oggetto, che stastà godendo, ed amandoed'amando fosse cossì la spinta dell'amore, che non si ricordassericordasse più di se stesso. Hor cossì qui l'anima ama tanto, che anche si scordascorda di se stessa; e qui resta l'anima sommersa in un profondissimo oceanoOceano d'amore, e senza poter dare ad intendire ciò vede, oò gode. Scrivendo questi stati padrePadre, mi viene un profondissimo silentio nell'anima mia, ed altro non faccio, che resto attonita di quanto vorrei dire, se però trovassetrovasse termini opportuni per spiegarmi; ma che padre, che niente dico di quantoquanto intendo, e mi viene certa confosione gustosa di vedermi in un labirinto cossì confuso, mi vedo per certo imbrogliata, poichépoiche di quanto ho detto non è altro, che dare aà gustare dal granato la sola scorcia, il cibo non so chi mi trattene aà communicarlo; non sarei ioIo tanto scortese, se la mia capacità36 mi dasse licenza di dire il tutto: e perciòper cio VostraV ReverenzaR mi compatisca di quanto saccio.
Torno al mio dire. QuiQuì l'anima sta, per lo più, in un estasi d'amore, talmente, che viene alle volte ad alienarsiad'alienarsi deide'i sensi esteriori, ma per poco spatio di tempo; dico ciò, ch'è tanto lo raccoglimento, che tiene in se stessastessa, che trovandositovandosi nel mezzo di chi si sia, oò qualunquequalunq tratto, oò che se gli parli, non ode ciò che gli vien detto, oò ciò che si facci, e ciò per la profonda distrattionedistrattione, che tiene di tutto il creatoCreato, e per la compagnia di Dio, e communicationecommunicatione, che riceve, e cossì posso chiamar questo stato, quasi un continuo estasi, senza però detrimento di corpo.
Torno al mio dire. QuiQuì l'anima sta, per lo più, in un estasi d'amore, talmente, che viene alle volte ad alienarsiad'alienarsi deide'i sensi esteriori, ma per poco spatio di tempo; dico ciò, ch'è tanto lo raccoglimento, che tiene in se stessastessa, che trovandositovandosi nel mezzo di chi si sia, oò qualunquequalunq tratto, oò che se gli parli, non ode ciò che gli vien detto, oò ciò che si facci, e ciò per la profonda distrattionedistrattione, che tiene di tutto il creatoCreato, e per la compagnia di Dio, e communicationecommunicatione, che riceve, e cossì posso chiamar questo stato, quasi un continuo estasi, senza però detrimento di corpo.
E*165vE qui pare mi disdicesse di quanto ho detto sopra, cioè che nello stato d'unione non vi sono le potenze, ed alienatione di sensi, e dico, ch'è per poco spatio di tempo tornando doppo li sensi in se, e l'esterni, e li interniintermi, che per la spinta dell'amore stanno sospesi37, ma non cessa però l'estasi dell'anima e lo raccoglimento che tiene, poichépoiche la sospensione di questi tempi, non è altroaltro, che di quando in quando restano attoniti di ciò che non sanno percepirepercepire, e perciòper ciò sortisce quanto ho detto. Il come poi è l'operatione delle potenze, se ne tratterà nel matrimonio spirituale.
E*165vE qui pare mi disdicesse di quanto ho detto sopra, cioè che nello stato d'unione non vi sono le potenze, ed alienatione di sensi, e dico, ch'è per poco spatio di tempo tornando doppo li sensi in se, e l'esterni, e li interniintermi, che per la spinta dell'amore stanno sospesi37, ma non cessa però l'estasi dell'anima e lo raccoglimento che tiene, poichépoiche la sospensione di questi tempi, non è altroaltro, che di quando in quando restano attoniti di ciò che non sanno percepirepercepire, e perciòper ciò sortisce quanto ho detto. Il come poi è l'operatione delle potenze, se ne tratterà nel matrimonio spirituale.
Qui è più fortificato il muro della pace; quiquì il godimento è maggiore, poiché di grado in grado va quiquì salendo l'anima più aà Dio, e cossì al godimento, e sodisfattione interioreinteriore; quiquì non si trovino punto le passioni per inquietarla; e sopra tutto intendeintende una nuova cosa, la quale vorrei darla ad intendire, se potesse; e38 dico, che questa nuova vita, che va sentendo l'anima in questo stato d'unione, gliela diede quella morte, che dissimo eserci nella notte oscura, la quale la fe morire alla vecchia, per adesso vivere alla nuova, la quale non è più di lei, ma di Dio; e questa nella trasformatione, e matrimonio spirituale, crescerà più al magior segno.
Qui è più fortificato il muro della pace; quiquì il godimento è maggiore, poiché di grado in grado va quiquì salendo l'anima più aà Dio, e cossì al godimento, e sodisfattione interioreinteriore; quiquì non si trovino punto le passioni per inquietarla; e sopra tutto intendeintende una nuova cosa, la quale vorrei darla ad intendire, se potesse; e38 dico, che questa nuova vita, che va sentendo l'anima in questo stato d'unione, gliela diede quella morte, che dissimo eserci nella notte oscura, la quale la fe morire alla vecchia, per adesso vivere alla nuova, la quale non è più di lei, ma di Dio; e questa nella trasformatione, e matrimonio spirituale, crescerà più al magior segno.
Hor la nuova vita caccia la vecchia, distrutte tutte le39 passioni, e mancata ogni sorte di desideriidesiderij, e l'abbraccio, che l'anima tiene con Dio, fa, che dorma in un tranquillo marMar di sua quiete, e canti felicemente la sua trovata sorte, e del trovato tesoro; qui vede, che lo stato soblime, vede, che non se separerà più di Dio, e conosce ciò che prima non conosceva.
Hor la nuova vita caccia la vecchia, distrutte tutte le39 passioni, e mancata ogni sorte di desideriidesiderij, e l'abbraccio, che l'anima tiene con Dio, fa, che dorma in un tranquillo marMar di sua quiete, e canti felicemente la sua trovata sorte, e del trovato tesoro; qui vede, che lo stato soblime, vede, che non se separerà più di Dio, e conosce ciò che prima non conosceva.
Hor ioIo conchiodo questo capitolocapitolo con dire, che questo stato di scordanza vuol dire, non solamentesolamente esser l'anima scordata da tutto il creatoCreato, ne anche scordatacordata dal sensibile, e corporeo, che di ciò era anche scordata prima d'arrivared'arrivare all'unione con Dio, poiché un'anima contemplativaContemplativa giàgi[a] si sopponesoppone esser tutto il sensibile alienata; hor quiquì non solamente di ciò, ma anche di se stessa, essendo abbissata, e sprofondata nell'amor del suo amato.Cap*
Hor ioIo conchiodo questo capitolocapitolo con dire, che questo stato di scordanza vuol dire, non solamentesolamente esser l'anima scordata da tutto il creatoCreato, ne anche scordatacordata dal sensibile, e corporeo, che di ciò era anche scordata prima d'arrivared'arrivare all'unione con Dio, poiché un'anima contemplativaContemplativa giàgi[a] si sopponesoppone esser tutto il sensibile alienata; hor quiquì non solamente di ciò, ma anche di se stessa, essendo abbissata, e sprofondata nell'amor del suo amato.Cap*

Capitolo quinto

In questo stato d'indiffirenza viene l'anima aà non havere più propria volontà, ma quella di Dio è in lei talmente, che opera con la volontà di Dio, e facendo adimpire Dio nell'anima la volontà sua intende ella un godimento cossì grande, che come facesse la sua propria, e questa per l'unione grande, che tiene l'anima con Dio talmente, che vengono due volontà aà farsi una, cioè quella di Dio.
In questo stato d'indiffirenza viene l'anima aà non havere più propria volontà, ma quella di Dio è in lei talmente, che opera con la volontà di Dio, e facendo adimpire Dio nell'anima la volontà sua intende ella un godimento cossì grande, che come facesse la sua propria, e questa per l'unione grande, che tiene l'anima con Dio talmente, che vengono due volontà aà farsi una, cioè quella di Dio.
Non creda VostraV ReverenzaR, che questo sia come fanno alcuni, che cerchino da canto suo unirsi con il vuoler divinoDivino, e tutto che intendano ripognanza al soffrire, procurano resistere; questi tali fanno bene, e credo, sono molto accetti aà sua divinaDivina Maestà, poichépoiche nolo vuole, che noi ci conformiamo con la sua volontà per quanto potemo; e questa sorte d'unione con la volontà di Dio è naturale, essendoviessendoci però l'agiuto speciale di Dio, poichépoiche noi naturalmente siemo mali inclinati, e vorressimo fare in tutto la nostra volontà per esser noi pieni d'amor proprio; ma dando Dio il suo santoSanto agiuto, potemo noi agiutarci con le forze naturale atteggiare, e procurare questa conformetà, e ciò non esclude la pena, che naturalmente noi intendemo, quando ci vengono le cose contrarie.
Non creda VostraV ReverenzaR, che questo sia come fanno alcuni, che cerchino da canto suo unirsi con il vuoler divinoDivino, e tutto che intendano ripognanza al soffrire, procurano resistere; questi tali fanno bene, e credo, sono molto accetti aà sua divinaDivina Maestà, poichépoiche nolo vuole, che noi ci conformiamo con la sua volontà per quanto potemo; e questa sorte d'unione con la volontà di Dio è naturale, essendoviessendoci però l'agiuto speciale di Dio, poichépoiche noi naturalmente siemo mali inclinati, e vorressimo fare in tutto la nostra volontà per esser noi pieni d'amor proprio; ma dando Dio il suo santoSanto agiuto, potemo noi agiutarci con le forze naturale atteggiare, e procurare questa conformetà, e ciò non esclude la pena, che naturalmente noi intendemo, quando ci vengono le cose contrarie.
Non però è cossì questa poichépoiche è opera totalmente fatta da Dio, ed èed'è totalmentetotalmete supernaturale: e cossì padre viene l'anima aà godere pace d'anime beati, poichépoiche reggendo, e facendo il tutto Dio, ed essendovi il gusto suo come se lei reggesse ed operasse viene aà godere la medesima pace di Dio, e questo non solamente nellenella volontà unite insieme, ma per le sostanze unite insieme, cioè quella di Dio con quella dell'anima, viene l'anima aà godere senza fine; ed essendoed'essendo in questo stato d'indiffirenza, gode di quanto nel mondo di contrario sortisce, e di quanto Dio opera in lei. OÒ padre che voglio dire, quando è impossibile poter trattare parte di questo stato, essendo*166vessendo giàgia quiquì l'anima in stato di perfetta unione.
Non però è cossì questa poichépoiche è opera totalmente fatta da Dio, ed èed'è totalmentetotalmete supernaturale: e cossì padre viene l'anima aà godere pace d'anime beati, poichépoiche reggendo, e facendo il tutto Dio, ed essendovi il gusto suo come se lei reggesse ed operasse viene aà godere la medesima pace di Dio, e questo non solamente nellenella volontà unite insieme, ma per le sostanze unite insieme, cioè quella di Dio con quella dell'anima, viene l'anima aà godere senza fine; ed essendoed'essendo in questo stato d'indiffirenza, gode di quanto nel mondo di contrario sortisce, e di quanto Dio opera in lei. OÒ padre che voglio dire, quando è impossibile poter trattare parte di questo stato, essendo*166vessendo giàgia quiquì l'anima in stato di perfetta unione.
ioIo padre faccio grandissima distanza dallo stato d'unione, aà quello del matrimonio spirituale; vero è, che tutti40 possiamo chiamarli stati d'unione, il più intimo ed il meno intimo; però per l'operatione, che fa Dio nell'anima, e per la consomatione di tutta se stessa in lei, si come si dirà, mi pare (e vedo esserci) distinguere l'unione, dal matrimonio spirituale, il quale è più assai stato soblime.
ioIo padre faccio grandissima distanza dallo stato d'unione, aà quello del matrimonio spirituale; vero è, che tutti40 possiamo chiamarli stati d'unione, il più intimo ed il meno intimo; però per l'operatione, che fa Dio nell'anima, e per la consomatione di tutta se stessa in lei, si come si dirà, mi pare (e vedo esserci) distinguere l'unione, dal matrimonio spirituale, il quale è più assai stato soblime.
Hor dico, che in questo stato sta l'anima indifferente al tutto, talmente, che non desidera più ne morte, ne vita ne croceCroce, ne godere, ne paradiso, ne cosa alcuna per santaSanta che siisij; si che sta ben disposta per ricevere qualsivoglia cosa che piaccia allaalla Maestà di Dio.
Hor dico, che in questo stato sta l'anima indifferente al tutto, talmente, che non desidera più ne morte, ne vita ne croceCroce, ne godere, ne paradiso, ne cosa alcuna per santaSanta che siisij; si che sta ben disposta per ricevere qualsivoglia cosa che piaccia allaalla Maestà di Dio.
Qui cessano li zeli di prima: verbigratia, se prima vedeva offendire lo sposo suo pativa per l'amor, che vi portava; se vedeva patire il prossimo pativa, ed queste, ed altreed'altre cose simili ne pativa molte; in questo stato però cessano queste pene, poichépoiche sì come Dio non è capace di pena tutto che sia offeso nel mondo, e sortisca qualunquequalunq cosa, cossì anche quest'anima non è più capace di pena, e ciò per l'unione, che tiene con l'amato: èe questo aà somiglianza dell'anime beati, poichépoiche non possono haver pena dell'offese di Dio, e ciò non che fosse mancamento d'amore, oò poca conoscenza di Dio, ma perchéper che non tengono la capacetà di patire, non accordandosi patimenti nella gloria. Hor cossì è quiquì l'anima, che godendo d'una perfetta pace, ed indiffirenzaed'indiffirenza, ed unaed'una nuova vita, talmente, che la posso rassomigliare al godere dell'altra vita, la quale vita non è più sua, ma di Dio, poichépoiche vive in lei per sostansiale unione, e cosa, che non accorda esserci meschiato patir[e] in tanta dolcezza.
Qui cessano li zeli di prima: verbigratia, se prima vedeva offendire lo sposo suo pativa per l'amor, che vi portava; se vedeva patire il prossimo pativa, ed queste, ed altreed'altre cose simili ne pativa molte; in questo stato però cessano queste pene, poichépoiche sì come Dio non è capace di pena tutto che sia offeso nel mondo, e sortisca qualunquequalunq cosa, cossì anche quest'anima non è più capace di pena, e ciò per l'unione, che tiene con l'amato: èe questo aà somiglianza dell'anime beati, poichépoiche non possono haver pena dell'offese di Dio, e ciò non che fosse mancamento d'amore, oò poca conoscenza di Dio, ma perchéper che non tengono la capacetà di patire, non accordandosi patimenti nella gloria. Hor cossì è quiquì l'anima, che godendo d'una perfetta pace, ed indiffirenzaed'indiffirenza, ed unaed'una nuova vita, talmente, che la posso rassomigliare al godere dell'altra vita, la quale vita non è più sua, ma di Dio, poichépoiche vive in lei per sostansiale unione, e cosa, che non accorda esserci meschiato patir[e] in tanta dolcezza.
Similmente dico della prima carità del prossimo, che pare non dolersi più delle sue pene; e ciò nasce della perfetta unione delle due volontà, e sapendo l'anima, che quanto Dio opera tutto fa per nostra salute, e non potendo ella vuolere il contrario, non tiene più questa carità di modo che gli dia pena. ioIo padre però m'accorgio, che in questo stato v'è un perfetto amor del prossimo, però assai diffirente di prima, talmente che può anima*167rl'anima ag[i]utando senza la prima pena: e questo sì grande amor del prossimo nasce, che l'anima è molto unita con Dio, ed amando Dio al prossimo quanto se stesso, pare, l'amasse l'anima col medesimo amore di Dio; e di ciò nasce, che un'anima di queste spargirebbe il proprio sangue, per la salute dell'anime, e come che in questo stato gli dimostra lo sposo vuolerla favorire, altro non domanda, che la salute dell'anime41: èe questo però senza inquetitudine, e perdimento di pace, poichépoiche aà questi tempi può l'anima dar sollievo aà molte, senza perdire ella niente del suo.
Similmente dico della prima carità del prossimo, che pare non dolersi più delle sue pene; e ciò nasce della perfetta unione delle due volontà, e sapendo l'anima, che quanto Dio opera tutto fa per nostra salute, e non potendo ella vuolere il contrario, non tiene più questa carità di modo che gli dia pena. ioIo padre però m'accorgio, che in questo stato v'è un perfetto amor del prossimo, però assai diffirente di prima, talmente che può anima*167rl'anima ag[i]utando senza la prima pena: e questo sì grande amor del prossimo nasce, che l'anima è molto unita con Dio, ed amando Dio al prossimo quanto se stesso, pare, l'amasse l'anima col medesimo amore di Dio; e di ciò nasce, che un'anima di queste spargirebbe il proprio sangue, per la salute dell'anime, e come che in questo stato gli dimostra lo sposo vuolerla favorire, altro non domanda, che la salute dell'anime41: èe questo però senza inquetitudine, e perdimento di pace, poichépoiche aà questi tempi può l'anima dar sollievo aà molte, senza perdire ella niente del suo.
Anche il non desiderar42 più croceCroce nasce di quanto s'è detto della carità del prossimo, e cossì non occorre spiegarmi più, e questo non desiderar croceCroce non s'intende in modo, che l'anima non vuole più patire, anzi questa brama, e questo non certo desiderio senza desiderio, ed havendo quest'anima patimenti, il tutto abbraccia con pace, e godimento interiore43, ed anzi giubila del patire.
Anche il non desiderar42 più croceCroce nasce di quanto s'è detto della carità del prossimo, e cossì non occorre spiegarmi più, e questo non desiderar croceCroce non s'intende in modo, che l'anima non vuole più patire, anzi questa brama, e questo non certo desiderio senza desiderio, ed havendo quest'anima patimenti, il tutto abbraccia con pace, e godimento interiore43, ed anzi giubila del patire.
Anche, che non d[e]sidera più ne vita, ne morte, e prima poteva desiderar la morte per sciogliersi dalla carne e godere di Dio nell'altra vita, poichépoiche in questa vita, per altaaltra contemplationeContemplatione, che vi sia, non può mai l'anima godire aà Dio come nell'altra vita, dove senza velo di fede, lo gode da faccia, aà faccia44 e perciòper ciò desidera perdire questa vita; qui però cessa poichépoiche possedendo l'anima aà Dio non tiene più che desiderare, ne che vuolere, non lasciando Dio in lei luogo vacuo, e cossì niente brama niente cerca, e niente desidera, e gode in essa una satietà di vita eterna. Ciò s'intende per non ⟨…⟩ tempo dirà questo stato d'indiffirenza, che doppo verrà tempo bramerà la patria come suo centro sì come si dirà in questo libro terzo.ciò s'intende ⟨…⟩er⟨…⟩ tempo dira questo stato d'indiffirenza, che doppo crerrà temp[e]sta franierà la pa ria come suo cen⟨…⟩ si come si dirà in quest[o] libro terzo.45*
Anche, che non d[e]sidera più ne vita, ne morte, e prima poteva desiderar la morte per sciogliersi dalla carne e godere di Dio nell'altra vita, poichépoiche in questa vita, per altaaltra contemplationeContemplatione, che vi sia, non può mai l'anima godire aà Dio come nell'altra vita, dove senza velo di fede, lo gode da faccia, aà faccia44 e perciòper ciò desidera perdire questa vita; qui però cessa poichépoiche possedendo l'anima aà Dio non tiene più che desiderare, ne che vuolere, non lasciando Dio in lei luogo vacuo, e cossì niente brama niente cerca, e niente desidera, e gode in essa una satietà di vita eterna. Ciò s'intende per non ⟨…⟩ tempo dirà questo stato d'indiffirenza, che doppo verrà tempo bramerà la patria come suo centro sì come si dirà in questo libro terzo.ciò s'intende ⟨…⟩er⟨…⟩ tempo dira questo stato d'indiffirenza, che doppo crerrà temp[e]sta franierà la pa ria come suo cen⟨…⟩ si come si dirà in quest[o] libro terzo.45*
E si come tiene la conformetà con il vuoler divinoDivino, e di quanto sortisce in lei resta contenta, cossì ancora tiene una perfetta conformetà col padre spirituale, talmente, che in questo stato fa la volontà del padre, come se fosse la sua propria, e perciòper ciò di tutto gode, e gusta; perciòperciò viene aà possedire una perfetta obedienza, ne tiene ripognanza di far quanto gli vien comandato: e tutto ciò nasce per lo stato d'indiffirenza; nasce anche per la pace, che gode, ed acquisto delle massicie virtù, e totale mortificatione46 delle passioni, talmente che l'anima viene aà questi tempi aà somigliarsi ad unaad'una palla di cera, che ciò che vogliano ne fanno. Cossì è qui l'anima ciò che vogliano ne possono fare, non havendo più sua volontà. Ciò non s'intende aà [c]ose di malemole, ma che sta subordenata all'obedienza.47 E*167v
E si come tiene la conformetà con il vuoler divinoDivino, e di quanto sortisce in lei resta contenta, cossì ancora tiene una perfetta conformetà col padre spirituale, talmente, che in questo stato fa la volontà del padre, come se fosse la sua propria, e perciòper ciò di tutto gode, e gusta; perciòperciò viene aà possedire una perfetta obedienza, ne tiene ripognanza di far quanto gli vien comandato: e tutto ciò nasce per lo stato d'indiffirenza; nasce anche per la pace, che gode, ed acquisto delle massicie virtù, e totale mortificatione46 delle passioni, talmente che l'anima viene aà questi tempi aà somigliarsi ad unaad'una palla di cera, che ciò che vogliano ne fanno. Cossì è qui l'anima ciò che vogliano ne possono fare, non havendo più sua volontà. Ciò non s'intende aà [c]ose di malemole, ma che sta subordenata all'obedienza.47 E*167v
E qui cresce, e prova un perfetto distacco, che prima d'arrivare in questo stato, era impossibile poterlo possedere, e questo senza più spiegarmi è per la pos[se]ssione che tiene l'anima di Dio, poichépoiche è tanto unita, ed abbracciata con lui, ed èed'è cossì perfetto l'amore, che non vi resta croceCroce per amare altre cose create, ed altri oggetti.
E qui cresce, e prova un perfetto distacco, che prima d'arrivare in questo stato, era impossibile poterlo possedere, e questo senza più spiegarmi è per la pos[se]ssione che tiene l'anima di Dio, poichépoiche è tanto unita, ed abbracciata con lui, ed èed'è cossì perfetto l'amore, che non vi resta croceCroce per amare altre cose create, ed altri oggetti.
Anche se prima teneva altri affetti spirituale, in questo stato viene aà perderli, poichépoiche Dio non gli lascia luoghi vacui48, ma tutta l'anima di lui stesso occupa.
Anche se prima teneva altri affetti spirituale, in questo stato viene aà perderli, poichépoiche Dio non gli lascia luoghi vacui48, ma tutta l'anima di lui stesso occupa.
Qui si vede l'anima in un labirinto gustoso, e vorrebbecorrebbe dire eè non può, poiché di quanto ella riceve nel fondo suo, non partecipano niente li sensi, e perciòper ciò gode molto, e niente dice. Tiene certa oscurità gustosa che non sa dir che sia, e ben vede, che quella sua oscurità è l'altezzaebrezza dalla communicationeCommunicatione, che Dio fa nel fondo suo; hor quanto più intima è questa communicatione, altritanto cresce l'oscurità, ma però v'è in mezzo aà questa oscurità una luce tanto perfetta, quanto non posso in modo alcuno spiegarla. Vede certa luce, come se fosse sotterranea e ciò è perchéperche la luce non viene più per l'altro, ma per il centrocerto dell'anima.
Qui si vede l'anima in un labirinto gustoso, e vorrebbecorrebbe dire eè non può, poiché di quanto ella riceve nel fondo suo, non partecipano niente li sensi, e perciòper ciò gode molto, e niente dice. Tiene certa oscurità gustosa che non sa dir che sia, e ben vede, che quella sua oscurità è l'altezzaebrezza dalla communicationeCommunicatione, che Dio fa nel fondo suo; hor quanto più intima è questa communicatione, altritanto cresce l'oscurità, ma però v'è in mezzo aà questa oscurità una luce tanto perfetta, quanto non posso in modo alcuno spiegarla. Vede certa luce, come se fosse sotterranea e ciò è perchéperche la luce non viene più per l'altro, ma per il centrocerto dell'anima.
Come se in una camera non entrasse più la luce per le finestre, ma per il mezzo di dettada camera. Hor cossì è qui l'anima, che tutta la sua luce proviene dal suo interno e non più per li sensi, oò potenze, e ciò perchéperche lo sposo demora nel centro suo.
Come se in una camera non entrasse più la luce per le finestre, ma per il mezzo di dettada camera. Hor cossì è qui l'anima, che tutta la sua luce proviene dal suo interno e non più per li sensi, oò potenze, e ciò perchéperche lo sposo demora nel centro suo.
Cresce in questo stato più di prima l'abbraccio di Dio, talmente, che pare puoco vi vuolesse aà liquefarsi insieme le due sostanze per matrimonio spirituale, e se vede l'anima andar più divinizzando, e tener vita mai da lei esperimentata, poichépoiche all'hora gode una vita di Dio.
Cresce in questo stato più di prima l'abbraccio di Dio, talmente, che pare puoco vi vuolesse aà liquefarsi insieme le due sostanze per matrimonio spirituale, e se vede l'anima andar più divinizzando, e tener vita mai da lei esperimentata, poichépoiche all'hora gode una vita di Dio.
La communicatione quiquì anche cresce, più, non è altro l'abbraccio di Dio con l'anima, che andarsi più, e più diffondendosi Dio nell'anima, e questo caggiona all'anima godimento cossì grande, quanto è l'andarsi facendo un altro Dio per particepatione49. Hor questi padre son 50 tocchi di sostanza, e e sostanza, cioè quella di Dio, con quella dell'anima, e cossì è cosa impossibile potersene discorrire sì come passa questo abbraccio nel tro*168rcentro, e fondo dell'anima, e cossì non dico altro, che l'anima gode una pace, e gloria d'anime beati.
La communicatione quiquì anche cresce, più, non è altro l'abbraccio di Dio con l'anima, che andarsi più, e più diffondendosi Dio nell'anima, e questo caggiona all'anima godimento cossì grande, quanto è l'andarsi facendo un altro Dio per particepatione49. Hor questi padre son 50 tocchi di sostanza, e e sostanza, cioè quella di Dio, con quella dell'anima, e cossì è cosa impossibile potersene discorrire sì come passa questo abbraccio nel tro*168rcentro, e fondo dell'anima, e cossì non dico altro, che l'anima gode una pace, e gloria d'anime beati.
Hor in questo stato viene l'anima aha possedire tutti li stati, che habbiamo trattati neine'i trascorsi capitoli, e li possiede in perfettissimo grado, e cossì non tratto più di questo stato d'indiffirenzad'indiffirenza, ma passo al siguente capitolo.
Hor in questo stato viene l'anima aha possedire tutti li stati, che habbiamo trattati neine'i trascorsi capitoli, e li possiede in perfettissimo grado, e cossì non tratto più di questo stato d'indiffirenzad'indiffirenza, ma passo al siguente capitolo.

Stati mistici — legenda

Vocabolario controllato ancorato al testo con term/@ref; definizioni dal catDesc della tassonomia.

silentio19
Primo stato d’unione: quiete delle potenze e cessazione del discorso interiore.
otio2
Otio delle potenze: sospensione dell’operare attivo dell’anima nell’unione.
oblivione-sonno17
Oblio e sonno mistico: dimenticanza di sé e del creato nella contemplazione.
scordanza4
Scordanza: perdita della memoria di sé propria degli stati avanzati.
indifferenza4
Indifferenza: conformità piena al volere divino, senza desiderio proprio.
matrimonio-spirituale11
Matrimonio spirituale: grado supremo dell’unione trasformante.
cella-secreta1
Cella secreta: luogo interiore recondito dell’incontro con Dio.
contemplazione-infusa8
Contemplazione infusa: conoscenza e amore ricevuti passivamente da Dio.
trasformazione1
Trasformazione dell’anima in Dio per partecipazione.
deificazione1
Deificazione: vivere nella medesima vita di Dio, per grazia.
notte3
Notte dello spirito: purificazione passiva che dispone all’unione.
purga2
Purga: purificazione dell’anima da macchie e passioni.
unione34
Unione mistica: stato controllato dell’incontro dell’anima con Dio.
quiete32
Quiete: pace e riposo delle potenze nella presenza divina.

Dichiarati nel vocabolario ma non ancora attestati in MC-1: annichilimento nudita-anima bacio